Un errore di lettura costa all'Italia un capolavoro del Trecento, che finisce in Svizzera

Un semplice errore di lettura costa all'Italia un'importante opera d'arte medievale. Il Consiglio di Stato italiano ha infatti confermato che una «Madonna col Bambino» attribuita al cosiddetto «Maestro del 1302» potrà rimanere in Svizzera ed essere venduta, dopo che il Ministero della Cultura italiano aveva autorizzato la sua esportazione, ritenendola un dipinto ottocentesco di modesto interesse.
La richiesta partita da Lugano
La vicenda, riporta il Corriere della Sera, risale al 2020, quando una società privata di Lugano aveva ottenuto regolarmente l'attestato di libera circolazione per l'opera, dichiarata come un lavoro della «scuola italiana-stile bizantino» risalente al XIX secolo e valutata 38.000 euro. A convincere gli esperti anche un'iscrizione sul retro del dipinto, che sembrava indicare l'anno 1850 e l'autore Alfonso Martorelli Fiori. Secondo il Ministero l'opera presentava un interesse limitato dal punto di vista storico e artistico, tanto da ottenere senza particolari ostacoli il via libera all'esportazione. «Si tratta di un’opera di qualche interesse in rapporto alla devozione locale a questa venerata immagine; dal punto di vista della qualità è un lavoro modesto che può ottenere l’attestato di libera circolazione», scriveva il ministero. A seguito del parere favorevole della Direzione generale, il 10 agosto 2020 il documento è stato regolarmente rilasciato.
La svolta
La svolta è arrivata due anni più tardi. Durante un intervento di restauro effettuato in Svizzera, è emerso che la data riportata sul retro non era «1850» ma «1350». Una scoperta destinata a cambiare completamente il valore e l'importanza del dipinto. Gli approfondimenti successivi hanno infatti portato all'attribuzione dell'opera al «Maestro del 1302», autore attivo in Emilia nella prima metà del XIV secolo e noto anche come Maestro del Battistero di Parma. Una volta accertata la paternità dell'opera, la casa d'aste londinese Christie's ha inserito il dipinto in una vendita dedicata agli antichi maestri, stimandolo tra le 400.000 e le 500.000 sterline.
Il tentativo di riprendere il dipinto
Di fronte alla nuova attribuzione, il Ministero della Cultura italiano ha tentato nel marzo 2023 di annullare l'attestato di esportazione, sostenendo che le informazioni fornite dalla società luganese al momento della richiesta non fossero corrette. Tuttavia l'iniziativa è arrivata oltre due anni e mezzo dopo il rilascio dell'autorizzazione. La società proprietaria dell'opera ha quindi impugnato il provvedimento davanti alla giustizia, ottenendo prima una sentenza favorevole dal TAR del Lazio e successivamente la sentenza definitiva (arrivata in questi giorni) da parte del Consiglio di Stato.
I giudici hanno stabilito che il Ministero è intervenuto oltre i termini previsti per l'esercizio dell'autotutela (12 mesi), rendendo impossibile il recupero dell'opera. Di conseguenza il dipinto rimarrà in Svizzera e potrà essere liberamente commercializzato.
