Praga ora è un po’ meno spettrale

Repubblica Ceca

La diminuzione dei contagi ha permesso al Governo di Andrej Babis di allentare le restrizioni - Riaprono i negozi, mentre ristoranti e bar sono accessibili con l’asporto fino alle 22 - Per ragioni di sicurezza gli incontri al di fuori della cerchia famigliare restano limitati a due persone

Praga ora è un po’ meno spettrale
Fine dell’isolamento, ma la guardia resta alta: nell’immagine praghesi si gustano un po’ di libertà nelle vicinanze del Ponte Carlo lungo la Moldava. ©EPA/Martin Divisek

Praga ora è un po’ meno spettrale

Fine dell’isolamento, ma la guardia resta alta: nell’immagine praghesi si gustano un po’ di libertà nelle vicinanze del Ponte Carlo lungo la Moldava. ©EPA/Martin Divisek

Forse non c’è Paese europeo che evidenzi meglio della Repubblica Ceca gli alti e bassi legati all’emergenza coronavirus e alla sua confusa gestione da parte delle autorità politiche. Dopo un rigido lockdown durato mezzo anno, Praga lunedì ha allentato (con molta parsimonia) le misure restrittive del Governo dell’ex magnate, leader di Ano Andrej Babis.

Le cifre

Nel piccolo Paese centro europeo, secondo dati forniti negli scorsi giorni dal Ministero della sanità, dall’inizio dell’emergenza COVID-19 a fine marzo, sono morte poco più di 26.400 persone (su una popolazione di 10 milioni di abitanti). I dati dei contagi, che nelle ultime settimane si sono rivelati in costante calo (3.843 le persone risultate positive al virus, 5.000 quelle ricoverate negli ospedali), hanno permesso alle autorità di ordinare la riapertura dei negozi, di una parte delle attività commerciali (bar e ristoranti possono lavorare con l’asporto fino alle 22) e degli istituti scolastici, incluse le scuole materne.

Contatti sociali ridotti

Gli incontri tra non congiunti restano, però, limitati a due persone fino a nuovo avviso. Ciononostante, a Praga, dopo una Pasqua di «clausura», la gente è tornata a passeggiare nelle strade e nei parchi, pur con il mantenimento del distanziamento sociale e l’obbligo delle mascherine. Una piccola, grande conquista, anche in virtù del prosieguo della campagna vaccinale che vede ora affacciarsi anche il siero russo Sputnik V, con qualche polemica, in attesa del via libera dell’EMA.

Tre ministri della Sanità in sei mesi

Va da sé che la politica ceca è in subbuglio, e non solo per la pandemia, che dallo scorso 21 settembre, ha «spinto» le dimissioni del ministro della Sanità Adam Vojtech, sostituito dall’ematologo Jan Blatny e ora rimpiazzato da l direttore dell’ospedale universitario di Praga Petr Arenberger. L’8 e 9 ottobre avranno luogo le elezioni politiche e il premier Babis sarà di nuovo sotto tiro anche per aver ordinato il blocco totale del Paese troppo a lungo.

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