Porza «è un Comune di poco più di 1.600 abitanti che si trova in una splendida posizione sopra Lugano. Una buona parte della collina su cui si estende il Comune è ricoperta da boschi e questo offre alla popolazione la possibilità di passeggiare in tutta tranquillità, lontano dal traffico, scoprendo luoghi dove si gode una vista magnifica», scrive l’attuale sindaco sul sito del Comune. Benché di autore ignoto, leggiamo anche su Wikipedia che «il Comune venne fondato da una famiglia di nomadi nel XII sec. d.C. dopo aver sottratto il territorio ad una piccola tribù indigena che viveva in quel luogo. Il sindaco è Lapo Carnevali dal 1976. Porza è nota per la sua bassa fiscalità» Manca solo che «le mamme di Porza giocano tutte a tennis» e il quadro è completo.

Lo scenario iniziale del Candido di Voltaire c’è tutto: il giardino idilliaco in cui si muovono aristocratici benevoli alle cui orecchie placidi consiglieri sussurrano dilettevoli astuzie sul come farsi amare dai sudditi. Per molti, il migliore dei mondi possibili. E forse così era anche per me prima che, otto anni fa, entrassi in Consiglio comunale nelle file del movimento civico Insieme per Porza.

«Porza più efficiente», titola lo scorso numero della Rivista di Lugano, annunciando il nuovo regolamento sull’erogazione di incentivi in campo energetico e ambientale raffazzonato dal Municipio di Porza in vista del Consiglio comunale del 31 marzo prossimo con un efficientismo che, mi perdonino i lettori più sensibili, non è fuori luogo definire alla «Luisa comincia presto, finisce presto e non pulisce il water» della famosa pubblicità. Nell’articolo si omette infatti di dire che il regolamento in questione ha dovuto essere emanato dopo che un ricorso dinanzi al Consiglio di Stato presentato dalla sottoscritta ha costretto l’Esecutivo porzese, retto da un inossidabile asse PLR-PPD, a ritirare l’ennesima ordinanza – priva di base legale – con cui si intendevano dispensare zuccherini pre-elettorali in nome del benessere della popolazione: nella fattispecie 100 franchi a chiunque, indistintamente, avesse presentato in cancelleria comunale l’abbonamento a una qualche palestra o società sportiva. E si sottace anche che è pendente l’esame da parte delle Commissioni petizioni e legislazione e gestione di una nostra mozione – che il Municipio si è già affrettato a preavvisare come irricevibile – con cui chiediamo l’adozione di un regolamento comunale sull’erogazione di sussidi ed incentivi (ad esempio all’acquisto di auto elettriche e ibride e alla riconversione energetica delle abitazioni) volti a promuovere in maniera incisiva la qualità della vita e dell’ambiente nel Comune di Porza.

Alla fine dell’omonimo racconto filosofico di Voltaire, Candido ritrova Cunegonda, l’amata per cui aveva attraversato una serie di inenarrabili disavventure, e la sposa anche se nel frattempo è diventata brutta e non gli piace più. Pur ritenendo di avere un elevato senso del dovere e della morale, su questo punto mi sento tuttavia di dissentire da Voltaire: per rimanere fedeli a ideali superiori quali la democrazia, la legalità, la libertà d’opinione e il rispetto dell’intelligenza delle persone, non è necessario sposare la causa di partiti che non ci piacciono più. Candidi sì, ma scemi no!

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Opinioni
  • 1