È interessante notare come all’inizio di ogni campagna elettorale si moltiplichino le lettere ai giornali da parte di candidati che, giustamente, desiderano farsi conoscere e far conoscere le proprie idee. Nelle ultime tornate elettorali ho curiosato come lettrice tra i vari scritti. Fatico a capire come mai alcune persone, politici o aspiranti tali, quando scrivono sui giornali devono farlo usando un linguaggio che non è il loro. Ovvero, avete presente il detto «parla come mangi»? In questo caso mi vien da dire: «Scrivi come parli». L’abitudine di scrivere in politichese, forse per far vedere che lo si sa fare, secondo me è contrario a quello che la gente comune ricerca.

Il politico deve essere una persona vicina ai cittadini, deve esprimersi in modo comprensibile a tutti, pur trattando anche temi magari complessi. Se leggiamo un articolo di uno scrittore o di un uomo di cultura ci aspettiamo un articolo scritto in un italiano elevato, ricercato nei contenuti. Un articolo che richiede la giusta concentrazione. I politici o aspiranti tali dovrebbero a mio avviso rivolgersi a tutti. Usare un linguaggio troppo complicato fa si molti lettori dopo 7-8 righe abbandonino la lettura. Questo non vuol dire trattare i temi in maniera superficiale ma presentarli in modo che tutta la popolazione possa capire il messaggio.

Tra i contributi simpatici e scritti in un modo semplice e accessibile a tutti c’è il settimanale contributo di Erasmo Pelli «A spasso con Lola». Tratta temi o vicende attuali in maniera genuina, senza troppi fronzoli. Sono articoli che vengono letti da moltissime persone. Durante questa campagna mi voglio impegnare a seguire questa linea: semplicità. Scrivere come parlo, senza cadere nella tentazione del politichese. Allo stesso modo in cui i politici dovrebbero esprimersi in ma-niera semplice, a mio avviso occorre anche proporre ricette semplici. Mi spiego meglio. Spesso si assiste a proposte esagerate da parte di politici o aspiranti tali, «la città dovrebbe acquistare un certo sedime da adibire a spazi utili a tutti», quando il costo dell’operazione è fuori portata e allo scopo sono già previsti altri spazi.

Queste uscite accattivanti servono solo a illudere i cittadini. Aspiriamo a portare proposte concrete e attuabili, come potrebbe essere per esempio un aiuto concreto agli anziani che hanno difficoltà (magari perché soli) a portare i propri rifiuti agli ecocentri, servizio che la Città potrebbe anche organizzare avvalendosi della collaborazione di altri enti che già operano nel settore. La politica deve partire dalle piccole azioni, i grandi progetti sono già avviati e vanno sostenuti ma la popolazione si aspetta anche piccoli sforzi che migliorino la propria qualità della vita.

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