Domenica pomeriggio conosceremo finalmente l’esito che i luganesi hanno riservato al Polo Sportivo e degli Eventi. Dopo mesi di dibattiti alle radio e televisioni, commenti sui giornali, sui WEB e Social blog, l’invio di volantini e quant’altro nel tentativo di coinvolgere il più possibile i cittadini, come d’incanto si è scoperto un Ticino colmo di architetti-ingegneri pianificatori del territorio, urbanisti, immobiliariaristi, commercilisti che (e qui è venuto a galla una parte caratteriale in gran parte sconosciuta) si sono autocertificati competenti nel padroneggiare la materia esprimendo soluzioni indiscutibili. Tra di loro c’è chi intravvede l’inutilità delle due torri (nel frattempo diventati grattacieli) e le quattro palazzine, (traformatesi d’improvviso palazzoni), quindi solo il campo di calcio e il palazzetto dello sport. Chi auspica invece la costruzione di una sola torre e chi, annesso agli impianti sportivi, solo le palazzine. C`è inoltre chi vorrebbe mantenere la tribuna (vecchia) e la pista di atletica allo “status quo”, chi critica il Municipio reo di non aver presentato un Piano B, e chi ne sa di più della Swiss footbal League. C’è addirittura chi non vorrebbe nulla di tutto ciò e chi, all’opposto e per buona fortuna, sostiene il progetto così come prospettato, accettato e votato (a stragrande maggioranza) dal legislativo comunale. Ci sono poi, (una minoranza) che intravvedono tra “pubblico e privato” giochi sporchi, intrighi, strani intrallazzi, concessioni, favoritismi e quant’altro. Che colpisce e lascia tuttavia basiti sono i contenuti dei “botta e risposta” di qualche personalità pubblica con alle spalle una lunga esperienza politica, che invece di dare spiegazioni utili, difendono unicamente la loro verità. Un’occasione persa, poiché invece di esaltare le qualità come recitava una vecchia canzone (“ticinesi son bravi soldaa, quando tira una brutta aria tocca al ticinese mettere ordine”) è emerso il contrario, la litigiosità e l’aggressività, che di riflesso spingono i giovani a diffidare sempre più dalla politica. A tentare di identificare dove sta la ragione dei contendenti dovranno quindi pensarci gli stessi luganesi sufficentemente saggi dal non essere influenzati da chi, in un modo o l’altro, tenta con ogni mezzo di gettare sabbia negli occhi nel tentativo di mandare tutto all’aria. Il dibattito attorno a quest’opera deve insegnarci a cambiare modo di ragionare e guardare oltre il singolo interesse. Si tratta infatti di un progetto che permetterà soprattutto ai giovani e alle future generazioni di praticare sport e di usufruire di infrastrutture adeguate ai tempi. Chi spera in una Lugano sempre più attrattiva, che abbia il coraggio di investire nel futuro, che permetterà di rivalorizzare il quartiere più popoloso della Città creando indotto e occupazione, non deve aver paura di questo investimento ma essere fiero di appartenere tra coloro che la pensano in questo modo poiché “nulla esiste senza la volontà di creare”. Affinché la speranza possa realizzarsi occorre unicamente votare SI.

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