Già nel 1989, una campagna di manifesti lanciata da Sacrificio Quaresimale rendeva attenti ai pericoli legati al cambiamento climatico. Ma per 40 anni sono state adottate solo delle timide misure e le emissioni di gas a effetto serra hanno continuato a crescere nel mondo. Oggi, la comunità scientifica è concorde nel pensare che siamo già confrontati con una crisi climatica dalle conseguenze devastanti per un numero sempre maggiore di persone nel mondo, anche da noi. Malgrado gli avvertimenti del mondo scientifico e i fenomeni meteorologici estremi, l’opinione pubblica sottovaluta ancora l’importanza della crisi climatica e il suo impatto sul pianeta e sugli esseri umani. A farsi attendere, soprattutto da parte degli ambienti politici, sono delle misure risolute: anche un vertice sul clima come quello di Glasgow non può far altro che fornire al massimo il contributo che i 190 governi nazionali, tra i quali la Svizzera, sono disposti a dare.

Durante la COP26, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha affermato giustamente che è stato fatto troppo poco. Tuttavia, non ha detto che sono proprio i Paesi ricchi come la Svizzera che si sottraggono alle loro responsabilità. Spetta quindi a noi continuare a ricordare che la crisi climatica è già una realtà. In Africa, in Asia e in America latina, le popolazioni lottano contro le inondazioni e le siccità dovute in gran parte alla crisi climatica. Ne va della loro sopravvivenza. E pure la Svizzera risente sempre più di questa crisi.

È quindi ancor più importante che, a livello di politica svizzera, le organizzazioni non governative, le Chiese e i media fungano da portavoce per i gruppi di popolazione più vulnerabili del mondo. Tuttavia, questo è esattamente ciò che diversi politici “liberali” hanno cercato d’impedire da un anno, con i loro tentativi d’intimidazione, approfittando dell’iniziativa per multinazionali responsabili. E com’è possibile che nelle commissioni parlamentari, alcuni politici, uomini e donne, tra l’altro sistematicamente critici verso la burocrazia e le regolamentazioni, sostengano una mozione del consigliere agli Stati Ruedi Noser, sinonimo di obblighi burocratici senza uguali? Voler esaminare minuziosamente le attività politiche di tutte le organizzazioni senza scopo di lucro e minacciare di revocare, se necessario, il loro esonero fiscale equivale solo a esacerbare l’enorme squilibrio che esiste nella nostra società.

Alliance Sud continuerà a fare tutto il possibile affinché la politica non resti solo una questione di soldi e di colore politico. La maggioranza popolare in favore dell’iniziativa per multinazionali responsabili, proprio un anno fa, ha chiaramente dimostrato che la popolazione desidera una Svizzera in cui la politica e l’economia non servano unicamente degli interessi nazionali e finanziari. Spesso, questi ultimi ostacolano anche una politica climatica appropriata. Per il nuovo anno il mio augurio è che noi prendiamo sul serio i sintomi della malattia del nostro pianeta, diamo la priorità agli esseri umani e all’ambiente e prendiamo finalmente dei provvedimenti risoluti.

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