È desolante. Lo vediamo tutti, ogni volta che passiamo da quelle parti. Ti devi fermare al semaforo (perché lì, già adesso, sei sempre incolonnato, anche se sei in bicicletta), alzi lo sguardo e non vedi niente di bello. La tribuna, ai suoi tempi sicuramente un elemento architettonico affascinante, è imbruttita e nascosta da vari cartelloni e raffazzonata qua e là con strutture scoordinate. Più avanti parcheggi, asfalto, reti metalliche.

E così la mente corre e inizia a sognare, immaginandosi come sarà bello e splendente il nuovo stadio, il palazzetto dello sport e il rigoglioso parco urbano. Questo galoppare mentale di belle immagini e visioni futuristiche viene però bruscamente interrotto... il semaforo è verde, posso ripartire... e tornare alla realtà.

E la realtà fa sorgere delle domande, alle quali non trovo risposta.

Quando guardo l’immagine principale del progetto, onnipresente, mi chiedo: chi vorrà andare ad allenarsi su una pista d’atletica a pochi metri (sembrano 3 o 4) della quale passa una strada a quattro corsie? In estate poi? E dov’è la tribuna, non si vogliono spettatori per l’atletica, ma solo per il calcio?

Sempre a proposito del rendering, mi sorge il dubbio che non si prevede l’uso di automobili per raggiungere il polo, o anche solo per aggirarlo. Non ce n’è neanche una nell’immagine. Non è un po’ ingannevole? E che aspetto avrebbe un reale resa grafica durante una partita di campionato del FCL, quando lo stadio si riempirebbe... per un quarto?

Parlando sempre di sport, i giovani calciatori non professionisti (quasi tutti quindi), abitanti dei quartieri confinanti, saranno contenti di non potersi più recare comodamente a piedi all’allenamento? E siamo sicuri che “polo sportivo” sia il nome appropriato, se la maggior parte dell’investimento andrà in finire in tutt’altre strutture?

C’è un aspetto del parco che mi fa sorgere qualche dubbio, di quanto aumenta la superficie verde del quartiere, se il grande prato del campo da calcio presente oggi sparisce, sostituito da una superficie sintetica e impermeabile? Non è che in totale il verde diminuisca? E quali saranno i grandi eventi sportivi che si prevede di far arrivare al polo, se sul sintetico non giocheranno mai le nazionali di calcio?

Mettiamo per un attimo da parte lo sport e guardiamo al resto. Con quali inquilini si pensano di riempire i nuovi 300 appartamenti, se Lugano si sta spopolando da diversi anni? La polizia ha davvero bisogno di spostarsi di 500 metri o è un bisogno fittizio per rendere più attrattivo il complesso edilizio? Credit Suisse, con tutti gli scandali più o meno recenti in cui è implicata, risulta davvero il partner affidabile con il quale collaborare per concedere affitti a pigione moderata?

E per concludere mi viene da chiedermi se il timore di un “No” ha fatto perdere il senso della misura ai promotori del progetto, che hanno ritenuto fosse necessario inondare la città, i giornali, i social, le serate e i fine settimana di propaganda giallo-verde.

Sono tutte queste domande aperte, oltre a quelle sviscerate da fonti ben più autorevoli, che per finire mi fanno dire che questo PSE non s’ha da fare. Non così.

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