Negli ultimi giorni, nei vari articoli e opinioni legati all’iniziativa per cure infermieristiche forti, abbiamo potuto leggere diverse prese di posizione e informazioni che meritano di essere approfondite.

Da molto tempo la penuria di personale curante è una realtà. Attualmente, in Svizzera ci sono oltre 11.000 posti di lavoro vacanti nel settore delle cure, di cui 6.200 riguardano il personale infermieristico. L’attuale situazione non è più sostenibile e i curanti non hanno più la possibilità di fornire cure sicure e di qualità. La qualità e la sicurezza delle cure sono due punti focali dell’iniziativa. Solo con un numero sufficiente di personale infermieristico, si potranno ridurre rischi di complicazioni, di morte e di sofferenze inutili per i pazienti. Per citare un esempio, lo studio Intercare del progetto del Fondo nazionale di ricerca, mostra che il 42% dei ricoveri ospedalieri per i residenti delle case anziani, potrebbe essere evitato se vi lavorassero più curanti qualificati. L’aspetto della qualità e della sicurezza nelle cure, riguarda la collettività intera. E’ innegabile che con un sì all’iniziativa si riusciranno a garantire cure sicure e di qualità anche in futuro.

Controprogetto e federalismo: la Confederazione mette a disposizione dei Cantoni 469 milioni per formare più infermieri. I Cantoni che intendono utilizzare (non vige nessun obbligo) questi fondi, devono a loro volta elargire il medesimo importo tramite le finanze Cantonali. Per poter utilizzare questi fondi si calcola che ci vorranno circa 3 anni, tempo stimato per avere a disposizione le 26 legislazioni cantonali. Sempre nel rispetto del federalismo, la Confederazione dovrebbe emanare disposizioni che disciplinino le condizioni di lavoro ma toccherà poi ai Cantoni, ai partners sociali e alle istituzioni di cura trovare delle soluzioni a livello di contratti di prestazioni e contratti collettivi di lavoro.

Soluzioni alla carenza di personale infermieristico: attualmente più del 40% dei curanti abbandona prematuramente la professione, e un terzo di loro prima dei 35 anni. Dobbiamo assolutamente frenare questa fuga di curanti per poter far fronte alle sfide che ci attendono. Un'offensiva di formazione come singola misura non è sufficiente a mantenere i curanti attivi nella professione. Un Sì all'iniziativa sulle cure infermieristiche è necessario per poter formare un numero sufficiente di curanti, per avere un’adeguata Nurse-patient ratio (rapporto numerico infermiere-paziente), per migliorare le condizioni quadro e per fare in modo che i curanti rimangano più a lungo nella professione.

Concludo riprendendo il titolo parte del titolo iniziale, le cure infermieristiche forti rappresentano un investimento per il futuro nazionale di tutta la società. Solo sostenendo con un sì convinto l’iniziativa potremo continuare a beneficiare di cure sicure e di qualità.

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