Le donne sono tornate protagoniste. Sono tornate a occupare gli spazi pubblici, a fare sentire le loro voci. E continueremo a farlo con maggiore vigore. Dagli anni Settanta sono cambiate molte cose, è vero, ma ce ne sono altre – come la sorellanza – che vanno riscoperte, attualizzate, rimesse in gioco nel tentativo non solo di stringere un nuovo patto generazionale tra donne (e tra donne e uomini), ma anche di proporre nuovi modelli di convivenza sociali in cui la differenza di genere abbia uguale valore.

Rifondare non solo i modelli, ma anche le relazioni tra i sessi, è molto più di una necessità: è una questione di vita. La trasformazione dell’esistenza delle donne implica infatti la trasformazione delle loro relazioni con il mondo. Il pensiero della differenza – che riabilita il femminile nelle donne, facendone un principio sovversivo (nel senso di sovvertimento di un ordine tradizionale) piuttosto che rivendicare la loro assimilazione al maschile – ha permesso di costruire un percorso che ha aperto nuove strade di conoscenza.

Queste conoscenze sono entrate nella vita quotidiana cambiando molte modalità di trasmissione dei saperi e di interazione sociale. In una società in grande trasformazione, il pensiero della differenza ci pare dunque una straordinaria opportunità per costruire nuovi modelli di convivenza. Il problema non è di raggiungere posizioni più alte all’interno di un sistema patriarcale, ma di portare valori femminili nel mondo.

Stringere alleanze tra donne e uomini che condividono un medesimo progetto politico e sociale, è un’opzione possibile e praticabile. Gli ostacoli, le trappole, i buchi neri della mentalità, i freni legati alle esperienze individuali e i nodi culturali sono come tante ombre cinesi proiettate sull’alba di un nuovo giorno. La sfida si consumerà proprio nella forza e nel valore attribuito al dialogo, nella capacità di rimanere fedeli a se stessi aprendosi all’altro.

La scarsa rappresentanza delle donne negli esecutivi e nei legislativi rallenta, con ogni probabilità, un processo di trasformazione che ha bisogno di nuove risposte politiche e di nuove basi legali per creare norme sociali condivise. Ne è consapevole L’AlternativA, unica forza politica a Mendrisio a presentare una maggioranza di candidate al Municipio e poco meno della metà al Consiglio comunale.

Per L’AlternativA, la creazione di una società più paritaria, equa, solidale, aperta alla diversità e pluralista è un progetto in cui credere e per cui lavorare. Un obiettivo da raggiungere anche come antidoto alla dilagante scia del nazionalismo, del conservatorismo e dalla restaurazione culturale. Ecco dunque l’importanza di alleanze tra donne e uomini. Non per interessi personali e calcoli di potere, ma per un comune ideale. Per il bene comune.

Ha ragione Simone de Beauvoir: «Penso che il femminismo sia una causa comune per l’uomo e per la donna: la conquista dell’uguaglianza dei sessi li riguarda entrambi. D’altra parte le donne non devono limitarsi a rivendicazioni specifiche. Bisogna che ne allarghino la portata e che lottino anche a fianco degli uomini per un cambiamento generale della società, perché riusciranno a fare trionfare la propria causa soltanto aiutando il progresso dell’umanità intera».

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