Il sesto rapporto sul clima del pannello intergovernativo delle Nazioni Unite (IPCC) è stato definito un codice rosso per l’umanità. I fatti scientifici dimostrano che il cambiamento climatico è reale, causato dall’uomo e pericoloso. Le reazioni dei negazionisti non si sono fatte attendere e in un recente articolo apparso su pagine a pagamento definite «spazio libero» si afferma che il rapporto di 4000 pagine è incomprensibile, che però non tutto è così terribile e che probabilmente nel 2100 farà più caldo di 1.5 °C e si potrà convivere. Tutto falso. Per chi vuole davvero informarsi, l’IPCC ha redatto un rapporto di sintesi per i decisori politici, con affermazioni e grafici inequivocabili.

Il rapporto è in inglese ma con un semplice traduttore online ognuno può informarsi sull’attuale grado di conoscenza della comunità scientifica in materia di cambiamenti climatici. Ad esempio «È inequivocabile che l’influenza umana ha riscaldato l’atmosfera, l’oceano e la terra» e «L’evidenza dei cambiamenti osservati negli estremi come ondate di calore, forti precipitazioni, siccità e cicloni tropicali e, in particolare, la loro attribuzione all’influenza umana, si è rafforzata rispetto al quinto rapporto». A rendere il tutto allarmante è la seguente evidenza: «Molti cambiamenti dovuti alle emissioni di gas serra passate e future sono irreversibili per secoli o millenni».

Anche per quanto concerne gli scenari di aumento della temperatura media nel 2100 il rapporto non permette di equivocare: solo diminuendo da subito in modo massiccio le emissioni di gas serra per giungere a zero entro il 2050 si potrà rispettare l’impegno sottoscritto al vertice di Parigi per contenere il riscaldamento entro 1.5°C, mentre, se l’aumento delle emissioni continuerà anche nei prossimi decenni, il riscaldamento del clima entrerà in una dimensione molto pericolosa, raggiungendo + 4°C entro fine secolo. La scienza ci dice che sarà molto difficile convivere con un tale aumento e parla apertamente ormai di crisi climatica.

Il rapporto fornisce anche qualche esempio di cosa significa un aumento delle temperature globali di 1.5 o 4 °C. Ad esempio le ondate di calore che prima dell’influenza umana sul clima si verificavano 1 volta ogni 50 anni, con l’attuale riscaldamento di +1.2°C sono già aumentate di 4.8 volte, vale a dire si verificano quasi 5 volte ogni 50 anni, mentre con un aumento di +4°C si verificheranno 40 volte ogni 50 anni. Quasi tutti gli anni l’umanità sarà confrontata con ondate di calore anomali. Per limitarci a questo unico aspetto. La comunità scientifica ha sempre più evidenze e certezze della pericolosità della crisi climatica. I negazionisti in passato hanno negato, poi davanti all’evidenza hanno ammesso ma negato le responsabilità dell’uomo, ed ora semplicemente minimizzano l’impatto. Una strategia camaleontica volta a ritardare misure incisive per ridurre l’uso di energie fossili. Per trasparenza verso l’opinione pubblica sarebbe interessante sapere chi paga le inserzioni definite «spazio libero».

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