Preparano ogni tipo di manicaretto per eventi di quartiere, accolgono i giovani nelle pause pranzo sopperendo parzialmente ai servizi scolastici, aiutano la commissione di quartiere nelle proprie attività, la filarmonica di Pregassona, i cantori nei propri concerti e pure il cittadino che vuole crearsi un evento importante; questo è il circolo anziani di Pregassona, un gruppo affiatato di persone con una marcia in più e che quanto a energia e volontà nessun giovane potrebbe eguagliare e non scherzo assolutamente.

Non si contano neanche più tutte le volte che a un problema i membri del circolo abbiano risposto «presente» a richieste di aiuto da parte delle associazioni del nostro territorio e a guardare a ritroso son talmente tante, le attività di supporto, che da sole potrebbero scrivere una pagina importante del nostro pregiato territorio «periferico».

Tanto per ragguagliare chi da fuori non le conosce: il contributo passa dalla preparazione alla mobilitazione dei cittadini per la tutela del territorio (per esempio con il parco Viarno), ai carnevali al capannone di via Ceresio e alle classiche feste di quartiere comprese quelle per i bambini, fino ai mercatini di Natale e i Caffè Quartiere, mica poca roba d’altronde.

Riescono comunque ad essere disponibili in caso di bisogno per offrire appoggio in caso di necessità e dare consigli quando viene loro chiesto e paradossalmente vengono a sopperire la mancanza di giovani che spesso disertano fatiche nei lavori nel quartiere (a parte qualche giovane, ad esempio nello Sci Club Pregassona).

Lugano suppongo sia ricchissima di realtà come queste, spesso capaci di tenere insieme ricordi storici e impegni sociali. Dietro ci sono spesso persone di una certa età che hanno cercato una risposta progettuale e collettiva ai propri bisogni individuali, rendendo migliore la loro vita e quella dei cittadini del posto in cui vivono.

Come più giovane membro e obbligato (ironico) a pagare anch’io la tassa di questo «blasonato» gruppo, devo dire che ne sono fiero; vorrei che queste mie lodi sul loro circolo coprisse l’intero gruppo (più di 200 persone) a partire da quelle signore/i sempre intenti a preparare deliziosi piatti, come Eliana, Mariagrazia, Benz, Roberto e Mini.

Poi c’è lui, Marco Ranzi, il presidente del circolo che più di una volta e di soppiatto mi infila un buono per qualche cena e quasi fosse un nonno mi sussurra: ciapa ül biglietin l’è par la fondue da sabat; biglietto che con entusiasmo e un pizzico di furbizia infilo in tasca già immaginando il prelibato piatto (uno fra tanti il loro famoso piatto di polenta e merluzzo).

La loro classica festa o attività nella comunità è pensata per tutte le persone che vogliono mettersi in discussione e serve a trasformare un’idea, un interesse o anche solo la voglia di mettersi in gioco in qualcosa di utile per sé e per il quartiere: un’impresa, un progetto, una festa, una rete di mutuo aiuto, un servizio, uno spazio sociale. Insomma, qualcosa capace di stare in piedi con le proprie gambe senza l’intervento diretto da parte delle istituzioni e i media in questo senso potrebbero informare maggiormente perché l’attività è davvero meritoria.

Oggi loro realizzano un investimento in utilità pubblica e soprattutto gratuita in un’area urbana periferica importante, perché personalmente credo che questo tipo di competenze chiave sia di estrema importanza per la crescita personale che deve essere trasmesse ai posteri.

In sostanza, si costruisce insieme quel che potrebbe essere il futuro della comunità. Grazie ancora al circolo anziani di Pregassona.

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