Gli addetti del settore bancario in Ticino erano poco più di 6.000 nel 2015: sono scesi a circa 4.000 nel 2018. Nel periodo che copre la scorsa legislatura il settore ha perso quindi almeno un terzo di tutti i posti di lavoro. Lugano è stato ed è sicuramente l’epicentro di questa crisi.

Ma la crisi si manifesta anche attraverso il propagarsi del dumping salariale e sociale, un fenomeno che mette a dura prova la vita di chi vive e lavora a Lugano. Salari sempre più bassi, abusi e pressioni sui luoghi di lavoro, discriminazioni salariali tra uomini e donne, licenziamenti sostitutivi di personale ben pagato, magari alle dipendenze dell’azienda da molti anni, con personale pagato meno (sia esso svizzero o straniero).

E il dumping salariale, ormai lo ammettono tutti, si è diffuso soprattutto nei settori del terziario: banche, assicurazioni, commercio. Un settore che è il punto centrale della vita economica della città.

Ma per il Municipio di Lugano, per i partiti che lo compongono, la lotta contro il dumping salariale e sociale non è una priorità: basti vedere con quale passività hanno subito la perdita di posti di lavoro qualificati e ben remunerati, per far posto al lavoro precario, parziale, spesso illegale, con imprese che aprono e chiudono nello spazio di pochi mesi, spesso solo veicoli di spostamento di danaro non sempre chiaro; e alla fine, spesso, lasciano salari, oneri sociali e imposte non pagate.

Il Municipio di Lugano e i partiti che ne fanno parte hanno preferito girare la faccia dall’altra parte di fronte alla soppressione di posti di lavoro, di fronte al dilagare del dumping salariale e sociale. Chi non ricorda il modo in cui sono stati calpestati i diritti di chi lavora nella vicenda Philippe Plein? O, ancora, come non ricordare il silenzio delle autorità di fronte ai recenti piani di licenziamenti di EFG o di UBS nonostante i profitti? Va tutto bene per il Municipio: e intanto centinaia di persone e di famiglie restano a piedi, centinaia di posti di lavoro qualificati e bene remunerati vengono soppressi.

Chi governa Lugano, coloro che giurano e spergiurano di occuparsi dei destini di chi fa fatica a lavorare e vivere in città, in realtà non si preoccupano dei destini dei salariati e delle loro famiglie. Sono preoccupati di diminuire le imposte alle SA ed alle società “bucalettere” (che poi se ne vanno appena l’operazione non gli rende più), di favorire i milionari preoccupandosi di garantire un posteggio all’inutile aeroporto per i loro jet con i soldi pubblici; di ottenere appoggio con i mandati diretti che hanno raggiunto l’incredibile cifra di 48 milioni di franchi. Per difendere il lavoro, i diritti e i salari di chi lavora, niente.

È ora di cambiare. La lista MPS-POP-Indipendenti propone tutta una serie di misure a livello comunale per combattere il dumping salariale e sociale, per dare una chance ai giovani in cerca di lavoro (proponiamo di triplicare i posti di apprendistato), per combattere i bassi salari e la sostituzione di personale ben pagato con personale obbligato ad accettare salari da fame.

Tutto questo è in opposizione alle politiche fin qui condotte dal Municipio e da tutti i partiti che lo compongono; per questo diciamo che Lugano merita di avere un’opposizione vera! Aiutateci ad affermarla votando la lista MPS-POP-Indipendenti.

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