Se facessi il tifo sceglierei il Grasshopper e quel poco sport che pratico è lo sci. Non vorrei quindi occuparmi del PSE in un’ottica di tifoseria sportiva. Inoltre sono cittadino di Massagno, comune che ha già dato molto in termini di infrastrutture sportive e per eventi con la magnifica doppia palestra per la SAM e ora con il rinnovo del cinema Lux.

Se entro nel merito del progetto in votazione è perché da oltre 20 anni ho il piacere di seguire da una pedana privilegiata la trasformazione di Cornaredo, da disordinato “retrobottega” in quello che abbiamo chiamato Nuovo Quartiere Cornaredo (NQC), un quartiere per gli eventi, lo sport ed il tempo libero. Questo obiettivo è stato codificato ben prima del PSE; di fatto è stato il concetto del Masterplan NQC del 2005 risultato di un prestigioso concorso di idee internazionale vinto dal team interdisciplinare del compianto prof. Federico Oliva.

Contestualmente all’apertura della galleria Vedeggio-Cassarate la Città, insieme ai Comuni di Porza e Canobbio, ha scommesso su questa riqualifica urbana, presentando un ambizioso piano di trasformazione intercomunale di rilevanza per l’intero agglomerato urbano. La bontà del progetto è stata confermata dalla Confederazione che ha inserito l’NQC nella lista dei “progetti-modello” della politica federale degli agglomerati. Non dimentichiamo infine, con l’obiettivo di un vero e proprio quartiere indirizzato alla sostenibilità ambientale, che le AIL stanno realizzando le infrastrutture per una rete energetica al servizio delle costruzioni, fra cui gli edifici del PSE.

Ora, dopo un decennio ed oltre di piani, discussioni, verifiche, procedure legali, ecc. vorremmo “tirare in goal”, realizzando quanto sognato sulla carta. Manca ancora il sistema viario definitivo, ostaggio di ricorsi ormai pretestuosi e il verde pubblico con un magnifico parco fluviale che conclude quanto iniziato sul Piano della Stampa (ricordando che parte del PSE si svolgerà anche al Maglio), così come attendiamo da tempo lo smantellamento dello stand di tiro per realizzare una grande area di svago (il “Pratone di Trevano” sul modello degli “Allmend” che hanno altre città svizzere). Ma mancano soprattutto i contenuti umani e sociali per dare senso agli investimenti realizzati sinora e a quelli pianificati: lo sport e gli eventi in particolare. E questi hanno evidentemente a bisogno di adeguate strutture.

Il progetto del PSE, anch’esso risultato di un concorso internazionale di progettazione architettonica, riprende in maniera ideale gli obiettivi urbanistici del Masterplan NQC. Il Polo rappresenta di fatto un tassello-chiave del “quartiere degli eventi, dello sport e del tempo libero”, con contenuti terziario-amministrativi e residenziali in sinergia (e non contro !) il centro storico.

Cari luganesi tifo per voi. Il treno è già partito: fermarlo adesso vuol dire semplicemente annullare 20 anni di sforzi.

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