L’arrivo del Museo cantonale di storia naturale a Locarno con la conseguente rivalutazione e speriamo fruizione pubblica dell’ampio comparto del convento di Santa Canterina è sicuramente una buona notizia per la Città e la regione tutta. Il Corriere del Ticino, nella sua edizione di sabato 8 febbraio, specifica che è in corso un mandato in studio parallelo e che l’apertura della nuova struttura è prevista non prima di 7-8 anni. Se da un lato i tempi lunghi non entusiasmano, dall’altra offrono un’importante opportunità, quella di ampliare il ragionamento su spazi e contenuti, rafforzando quelli che potranno essere identità e spinta propulsiva nella nuova realizzazione e valorizzando il più possibile non solo il museo stesso – la cui attività è da troppi anni plafonata da carenze logistiche e strutturali – ma anche e soprattutto il territorio tutto.

Fra i contenuti complementari c’è a mio avviso da valutare quello della Casa delle Valli, un progetto peraltro presente in diversi masterplan di sviluppo regionale, che ben potrebbe sostenere, completare e rafforzare l’offerta attorno della struttura museale, permettendo interessanti sinergie operative e finanziarie, oltre che naturalmente culturali, turistiche e didattiche. Ma cos’è la Casa delle Valli? In primis un luogo fisico in cui promuovere la cultura, il paesaggio, i prodotti e la qualità della vita delle valli del Locarnese (Vallemaggia, Verzasca, Centovalli e Onsernone). Ma anche un luogo ideale di collegamento e messa in rete di queste regioni e dei loro attori, una sorta di piattaforma capace, nel medio periodo, di creare sinergie e produrre iniziative comuni, collegando le valli del Locarnese tra di loro, ma anche la Città con le sue valli laterali, formando un Locarnese forte e unito.

Si tratta di un’idea concreta, non per forza l’unica. E se la decisione del Consiglio di Stato sembra essere piovuta dal cielo, lo sviluppo del progetto non può essere lasciato al caso, ma va approfondito e discusso seriamente, certo dal profilo pianificatorio e paesaggistico, ma anche da quello contenutistico, leggi turistico, economico e culturale.

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