Chiusi in camera per 21 giorni, cinghie al letto: siamo nel 2021 o nel 1921? Queste alcune delle misure di contenzione e disciplinari del progetto del centro chiuso per minori (CECM) presenti nel messaggio 7086 del consiglio di Stato, progetto che suscita molte perplessità sia dal punto di vista pedagogico educativo sia da quello dell’(in)utilità di tale centro sia da quello riguardante i costi (elevati). Il messaggio propone la creazione di una legge sulle misure restrittive della libertà dei minori nei centri educativi: proposta finalizzata a legalizzare delle misure diseducative, restrittive, carcerarie nei confronti dei minori? Altra perplessità: il Messaggio dice che le sanzioni disciplinari e le misure restrittive potranno essere ordinate dai direttori dei centri educativi (CEM): Infatti la direzione del centro dove sono collocati i minori potrà decidere, con richiesta di rettifica all’autorità che ne ha disposto il collocamento presso di loro, di far capo al centro chiuso e trasferirvi il minorenne per una misura disciplinare. In pratica si attualizza una pratica diseducativa: non ti comporti bene? Ti mandiamo nel centro chiuso. Carta bianca decisionale ai direttori dei CEM di giudicare ed ordinare sanzioni disciplinari di questo tipo? Aspetto di loro competenza? La gestione del centro inoltre verrebbe affidata a una fondazione privata che gestisce anche un CEM. Molte perplessità anche su questo fatto: il centro chiuso affidato a una struttura privata? Inoltre, lo studio SUPSI (2017) relativo al fabbisogno cantonale è ormai datato e suscitava già parecchie perplessità; qual’ è la situazione reale e aggiornata al 2021? Nel 2018 circa 500 operatori sociali del Canton Ticino hanno firmato una petizione (VPOD) di opposizione alla creazione di tale inutile struttura. Le alternative al centro chiuso esistono: aiutare i giovani fuori, nel contesto sociale e familiare rafforzando ed incrementando la rete educativa, le unità educative di operatori di sociali, educatori attive sul territorio. E le risorse ci sono. Comprendere le origini del disagio è fondamentale. L’esigenza di controllo sociale porta a creare scempi ideologici che si concretizzano con progetti come questi del CECM. Un sistema sociale sempre più caratterizzato da un occhio economico aziendale e sempre meno sociale? Un appello ed un invito quindi a uscire dal gregge e dal silenzio: operatori sociali, educatori, psicologi, assistenti sociali, cittadini tutti, fate sentire la vostra voce: no al centro chiuso per minori.

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