Dopo l’entusiasmante campagna elettorale del 2016, anche se non eletto per un soffio (grazie di cuore a chi mi votò e mi segue oggi), ho continuato a seguire le vicende cittadine. A spingermi a darmi da fare è anche la tendenza a cui assisto da qualche anno: il rinnovato interesse dei giovani verso la politica. Lo sento nei discorsi sul lavoro, nel tempo libero o all’aperitivo la sera. Un riavvicinamento favorito dai grandi temi: cambiamenti climatici e immigrazione in primis, che polarizzano il dibattito (destra e sinistra). Ma serve concretezza e ricerca del compromesso anche sui temi locali. Chiedere misure estreme sull’inquinamento (inattuabili anche solo dal profilo formale) come hanno fatto il PS e i Verdi in Consiglio comunale non ha senso.

E comunque sono altri gli argomenti urgenti per la nostra Locarno e su cui la politica locale può realmente incidere. Ad esempio l’AlpTransit con la galleria del Monte Ceneri e le opportunità di sviluppo che porta con sé. In questo quadriennio non ho sentito dalla politica un impegno preciso affinché i benefici non vengano assorbiti solo dai grandi investitori, ma vadano pure alla nostra economia, alle piccole e medie imprese, ai nostri giovani e alle nostre famiglie. Ai residenti non devono restare le briciole. Quando sindaci e municipali (non solo di Locarno) citano l’AlpTransit raramente ho sentito prendere impegni in questo senso. Palazzo Marcacci si è allontanato dalla popolazione? Qual è il grado di percezione dei problemi quotidiani della gente?

Non tutti i quartieri sono rappresentati da meritorie associazioni di cittadini. Rischiano di diventare aree di serie B senza un canale diretto con il Comune. Occorre dare voce anche a queste zone. Lo stesso vale per i giovani. Credo sia giunto il momento di offrire loro un collegamento con le istituzioni (un forum o magari un dicastero ad hoc).

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