Premetto una lode al «nostro» Corriere, quando la messa in scena cittadina pro PSE aveva un po’ imbambolato la Città, si è, Direttore in testa, fatto indirettamente promotore d’un vero, leale confronto tra fautori del «PSE ufficiale» e sostenitori di un Polo solo sportivo, senza distorsioni burocratiche a spese dell’ultimo verde di Cornaredo, senza gravare per anni su finanze cittadine, sulle imposte, senza sottrarre polizia e uffici importanti al Centro.

Polmone commerciale e fiscale della Città, contrari a turbare il verde con un nuovo polo burocratico, costoso, a spese di natura e più tasse: e fautori, perciò, del SI al solo Polo veramente sportivo, del no alle opere fuori dal Polo!

No all’invasione di Cornaredo e dello stesso Polo con 2 torri e 4 stabili burocratici, in parte pagati in parte ceduti ai costruttori, da locare a terzi o in leasing alla Città, con patti indecifrabili ai votanti e costi e reali finali di centinaia di milioni per portar qui dal centro molti uffici, soffocando natura e Polo con grosse costruzioni burocratiche a scapito del centro già colpito dal PVP e con accordi quasi indecifrabili a noi votanti che indebitano Lugano in soldi e in leasing! Tutto ciò fu chiarito a molti votanti dai recenti contributi sul Corriere: molti però già avevano votato quando il PSE pareva un capolavoro incontestato!

Condivido, di regola, la politica finanziaria del nostro attuale Sindaco, On. Foletti, che ammise in un recente dibattito d’aver avuto dubbi analoghi ai nostri: ricordo i calcoli che fece per acquisto terreno e costruzione LAC per cui fu deciso, come più favorevole del leasing, l’autofinanziamento diretto della Città. Qui, come Sindaco, si è convinto delle tesi municipali e le ha egregiamente difese nel recente dibattito con l’On.Pelli, ma al serrato confronto le sue tesi, tenacemente difese, non mi sono apparse le più convincenti, quelle opposte erano state prevalenti.

Ho anche letto l’interessante confronto su La Regione tra il Vicesindaco e Capodicastero Roberto Badaracco (cui sono politicamente vicino), e il suo contraddittore Matteo Poretti, chiaro e difficilmente contraddetto nella precisa critica finanziaria al progetto; anche qui devo dire che l’On. Vicesindaco non mi ha convinto del “progetto strategico” per il PSE, come l’ha definito ma non giustificato né dal profilo dell’invasione della natura con 4 stabili e 2 torri, né della convenienza economica del complicato finanziamento adottato.

Per concludere, ormai alla fine della campagna, in cui i contraddittori dall’una e dall’altra parte han cercato di dare il meglio di sé stessi, nel pieno rispetto per tutti loro, non mi hanno convinto della bontà del PSE, né dal profilo urbanistico né da quello economico. Un’operazione così complicata, così poco comprensibile non è stata giustificata né chiarita a sufficienza di fronte anche alle precise critiche di un severo e esatto rappresentante della sparuta minoranza della gestione, l’On. Unternährer, critiche fondate, che non hanno per nulla avuto l’attenzione che meritavano: poi, non s’è data la necessaria giustificazione a un’operazione di questa portata finanziaria realizzata con leasing, procedura che deve rimanere eccezionale, e va ben spiegata: il fatto grandi Città l’abbiano adottata non basta, a loro il leasing fu in gran parte dato come un quasi regalo a titolo di reclame !

Qui, né la necessità del leasing, né i suoi vantaggi sono stati giustificati veramente, né spiegati chiaramente, com’era indispensabile.

Né basta parlare del PSE, come occasione unica, come grande fonte di progresso, tutte parole altisonanti che impressionano chi ciecamente fa loro fede: le vere critiche vengono perlopiù eluse. Oltre quelle finanziarie, assai pesanti, non sono state controbattute in modo convincente quelle sulla necessità di portare lassù parti importanti dell’amministrazione, né è stata data sufficiente giustificazione alla ferita che verrà inferta alla natura da torri e stabili inseriti così inspiegabilmente tra il Cimitero e il parco di Trevano. Né v’è stata una spiegazione convincente del perché -dopo aver mostrato le necessità delle molte e diverse società sportive, si è chiarito perché mai si invade Cornaredo con grossi stabili burocratici estranei allo spazio ideale tra il Cimitero e l’attrazione un po’ misteriosa del Parco di Trevano, andando a dare una ulteriore «mazzata» al Centro già impoverito.

Ma les jeux sont faits; così, è con tante domande senza risposta che, stavolta, chi ragiona come me metterà, simbolicamente, la scheda nella busta da spedire.

Franco Masoni

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