Dopo le aggregazioni, è ora di pensare a una “Nuova Lugano”. Policentrica, con aree rigenerate. Non solo la somma di villaggi, vecchi quartieri e periferie. Ma un insieme di aree riqualificate e interagenti. Centro e periferia: concetti da adeguare, con nuove visioni, per presentarsi rinnovate centralità. Una “Nuova Città” passa solo da una rigenerazione urbana, anche con riconversioni dell’esistente. Renzo Piano, architetto di fama mondiale, sostiene che “la vera sfida del futuro è nelle periferie.” La realizzazione del PSE è pertanto un passo determinante in questa prospettiva. Il progetto prevede opportuni rammendi per diventare un attrattore di giovani, di cittadini, di turisti, di cultura e di investimenti. Un’area di relazioni sociali diversificate. Occorre pertanto mobilitare tutte le risorse disponibili. Ben vengano anche quelle di privati che, assumendosi rischi, condividono le finalità del progetto. Solo così il PSE diventerà una realtà polifunzionale che andrà ben oltre la realizzazione, non più procrastinabile, di infrastrutture per vari sport. Infatti, prevede spazi per tutti e tali da favorire scambi sociali diversificati e intergenerazionali. Si pensi ad esempio a residenze per studenti delle vicine Università o SUPSI, a un comodo asilo nido, a spazi per una biblioteca di quartiere e quant’altro. Due torri. Una permetterà al cittadino di razionalizzare l’accesso ai servizi amministrativi, senza ricorrere a spostamenti, a volte inquinanti. L’altra potrà soddisfare varie esigenze regionali, sempre meno prevedibili. Inoltre, nel rispetto di una sensibilità ambientale, si offrirà la possibilità di fruire di aree verdi. In particolare di un Parco di 12’000 mq.

Insomma, un nuovo centro che favorirà una varietà di relazioni non solo sportive, con sicuri indotti in vari ambiti. Da non tralasciare infine che si andrà a riqualificare una nuova entrata in città. Oggi chi lascia l’autostrada, attraversa la galleria ed entra in città trova un disordine edilizio. Un insieme di parcheggi in superficie che imprigionano lo stadio, il Cinestar ed edifici sparsi.

Nel nuovo tessuto urbano saranno certo da incentivare i collegamenti pubblici tra i vari poli e prevedere trasporti pubblici efficaci, anche per l’accesso alle infrastrutture sportive, in particolare quelle riservate allo sport giovanile Al Maglio.

Per concludere, questa è un’occasione irripetibile per dare rinnovate centralità alla città. Scelta, necessaria per gli sport, ma che risulterà rilevante per l’attrattività di tutta Lugano. Solo con progetti simili, una “Nuova Lugano” potrà assumere quella valenza regionale, nazionale e internazionale che Confederazione e Cantone le hanno già riconosciuto con un concreto contributo finanziario. Dobbiamo saper guardare alle future generazioni e con un SI superare la logica di chi pensa che tutto ha un costo e niente ha un valore.

Roberto Ritter, già Presidente del Consiglio comunale di Lugano

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