A tre anni dalla sua presentazione, Alessio Petralli, nella rubrica che tiene su questo giornale, ritorna sul tema della spiaggia per il lungolago di Lugano. Il dibattito avvenuto nel corso dell’estate 2019 presso la Biblioteca cantonale era stato interessante, ma ora a inizio 2022, si fatica veramente a comprendere il senso di una sua riproposizione. Nella proposta si evoca ancora una volta la nuova spiaggia ginevrina delle Eaux-Vives, caso questo non certamente paragonabile a quello luganese. Il nuovo spazio e accesso alle acque del Lemano certamente è un interessante intervento che permette di avvicinarsi alle acque del lago (e nel contempo di creare un nuovo biotopo) ma, a differenza di quanto proposto per la nostra città, si tratta di un intervento extra-muros, lontano dal patrimonio delle rive della rade ginevrina. La spiaggia luganese è anche molto diversa dagli interventi effimeri messi in atto nel corso di alcune estati a Parigi dove, sui quai della Senna è stata depositata della sabbia in modo da creare uno spazio ludico estivo. Si distanzia pure dagli interessanti progetti di architettura del paesaggio che hanno coinvolto le acque a Zurigo, Bienne e in altre città svizzere. L’idea di edificare una spiaggia a Lugano nega la storicità del patrimonio e dell’immagine della città e, più che rispondere a veri bisogni, al massimo può soddisfare le esigenze di un marketing urbano confuso con una vera politica urbanistica. Occorre dire che la Città nel 2019 aveva chiesto allo studio Carlo Ratti Associati di formulare delle valutazioni sul tema lungolago. Le sue proposte si erano rivelate molto originali, eccessive anche, ma, in questo caso, si trattava di uno studio di fattibilità. Ho avuto la possibilità di partecipare dall’interno a questo esercizio come pure alla realizzazione del “Masterplan per il comparto del lungolago e del centro città”, l’operazione indetta dalla Città, la quale, con serietà ha condotto un’apposita procedura seguendo una formula che permette di mettere a confronto varie soluzioni (mandato di studio in parallelo). I risultati di questo masterplan sono stati presentati a fine ottobre con una mostra all’aperto a Rivetta Tell e raccolti in una bella pubblicazione. Questa operazione ha coinvolto progettisti di valore e una giuria qualificata, si è confrontata con le esigenze della Città e ha pure soppesato e scartato proposte come quella della spiaggia. Se, per favorire il godimento estetico del paesaggio, i lavori avviati dall’ing. Pasquale Lucchini nel 1860 e terminati nel 1920 allontanavano fisicamente le persone dalle acque, le soluzioni scaturite da questa operazione urbanistica guidate da una visione paesaggistica più contemporanea permettono di avere “i piedi nell’acqua”, e quindi di avvicinare le persone alla sostanza lacustre. Oltre ad essere interessanti e innovative, le proposte sono pure rispettose del valore patrimoniale del lungolago della nostra città. Ora il tema “spiaggia” viene riproposto con la sola novità di una ipotetica sponsorizzazione per la sua realizzazione. Ritengo che non sia opportuno ritornare su una discussione ormai superata quando ci sono valide e ponderate proposte che attendono solo una concretizzazione. Trovo poi che riproporre questo tema in un momento in cui la questione centrale dell’urbanità della nostra città si gioca su altri piani - e penso al tema della cultura alternativa e dell’inclusività - sia fuorviante.

©CdT.ch - Riproduzione riservata
Ultime notizie: Opinioni
  • 1