Un grazie soprattutto agli elettori luganesi per la forte partecipazione al voto, determinata dall’informazione del Corriere del Ticino e della Regione che, da un certo momento in poi, li ha spinti a recarsi in forte percentuale a votare .

Sui risultati delle varie votazioni federale, condivido le opinione espresse al microfono dal Drettore del Corriere Paride Pelli .

Sulla votazione sul PSE, devo esprimere la soddisfazione per la numerosa partecipazione al voto, avvenuta dopo che il Corriere del Ticino e la Regione Ticino iniziarono una campagna ben diversa da quella fin lì svolta, poco attrattiva per gli elettori che fin lì credevano l’accettazione del PSE ormai fatta e scontata . Erano, se ho ben compreso le cifre, intorno ai 1900 elettori che avevano presto espresso il voto come fosse incontestato . Solo da lì in avanti il Corriere e la Regione cominciarono a illuminare gli elettori sul fatto che il NO al PSE non era (come fin lì tutti credevano, quindi facevano credere) NO al vero POLO, ma soltanto un NO a quel Polo complicato, perché unito con stabili burocratici importanti e con un pagamento parte con un’importante cessione di diritto di costruire appartamenti , parte con cessione alla società costruttrice di superficie per appartamenti costruiti ad altezze ultraPR e di tutti gli impianti (e forse di parte degli stabili burocratici?) da ridare poi alla Città in leasing, con poca chiarezza tra le cifre effettive, controverse tra coraggiosa minoranza e maggioranza della Commissione della Gestione . Se i votanti del primo periodo (che si presume si siano espressi quasi tutti per l’allora incontestato PSE) avessero potuto tornare a esprimersi dopo piena informazione sui pro e sui contra, il risultato sarebbe potuto essere diverso . Bene ha fatto quindi l’On. Sindaco Michele Foletti a esprimersi con prudente soddisfazione sul risultato del voto, avvertendo che prima il Municipio darà seguito alla fase Polo, per poi passare con la voluta prudenza al resto e al leasing. Personalmente mi auguro si rifletta ancora se, oltre al Polo, passare alla burocratizzazione di Cornaredo con 2 torri altissime e 4 megaedifici, anziché riservarlo a verde, con inserimento poi (mi auguro ai lati lasciando una bella fascia di verde tra Cimitero e Parco di Trevano) di stabili destinati ad altre discipline sportive, di cui ci è stato mostrato quanto siano disperse e un po’... derelitte...

Un problema si pone però, seriamente, per la Sezione luganese del PLR . Allorché i Consiglieri Comunali del PLR si divisero a metà tra pro e contro il PSE, poi una divisione (forse simile ?) avvenne all’assemblea della Sezione, era mancata precedente sufficiente informazione scritta sulle ragioni pro e contro . Ciò è dovuto a molte ragioni non volute, specie al fatto che il COVID epidemico impedì allora una piena informazione, benché il Commissario PLR che (insieme con quella che fu poi eletta Municipale) avesse lottato strenuamente per convincere prima la Gestione, poi il Consiglio Comunale delle sue validissime tesi; ma anche al fatto che da qualche tempo la Sezione PLR si trovava con una Presidenza provvisoria . Perciò il PLR è venuto meno alla sua funzione critica in Municipio . Una funzione critica che avrebbe dovuto avvertire la problematicità d’un quesito elettorale che, per essere compreso, non si sarebbe dovuto limitare al SI o al NO su un’unica questione, ma sarebbe dovuto venir scisso in più domande: 1) vuoi il Polo a Cornaredo ); 2) vuoi le torri con la Polizia ? 3) vuoi lo spostamenti degli uffici del Comune da Via della Posta a Cornaredo? E infine, 4) vuoi il pagamento mediante leasing e cessione impianti e case alla ditta costruttrice o preferisci finanziamento diretto della Città ? Soltanto così l’elettore si sarebbe potuto esprimere ben conoscendo ciò su cui votava. Il PLR era, in realtà l’unico Partito da cui, anche grazie ad alcuni suoi rappresentanti nella Gestione, si sarebbe potuto pretendere una simile chiara impostazione, in caso anche un eventuale ricorso contro l’impostazione sibillina del quesito elettorale voluta dal Municipio . La difficoltà stava però nel fatto che il Capodicastero responsabile era del PLR . Perciò il PLR è venuto meno alla sua funzione critica, ciò che per un PLR appare grave: la sua funzione non è di approvare acriticamente ciò che fanno i suoi “eletti”, ma è difendere l’esatta chiara informazione dei suoi elettori . Dal PPD, oggi, non lo si poteva pretendere, i suoi rappresentanti apparendo spesso (come certi settori anche del PLR) legati più alle ditte esecutrici che a quelli dell’ente pubblico, settori economici che è giusto siano anche difesi se lo meritano: ciò che qui però non era subito evidente, non difendendosi ditte esecutrici locali, ma “lontane”. Caveant consules, cioé qui, facciano coloro che vedono lontano una profonda riflessione sul da farsi in questo momento per ridare alla Sezione cittadina del PLR la sua vera funzione e attività .

Mi rendo conto che parecchi lettori diranno, cosa si immischia un quasi centenario nella mobile e sempre in evoluzione politica odierna: scusatemi, considerate pure la mia opinione quella... d’un trapassato; ma che sente ancora fortemente ciò che fa la politica cittadina .

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