Non sono molti gli studiosi stranieri, peraltro alle volte poco conosciuti nella Svizzera italiana, che si sono cimentati sulla Svizzera e sul suo sistema politico in particolare: sulla complessità della sua storia, come piccolo paese nel cuore dell’Europa, sul suo federalismo e sulla peculiarità della sua democrazia diretta e del suo sistema di governo, sullo sfondo di ampie diversità linguistiche e culturali.

È perciò importante ricordare chi ha avuto la pazienza e l’intelligenza di coglierne gli aspetti più caratteristici, come è il caso di Clive H. Church (1939-2021), da poco scomparso. Church, professore emerito di studi europei all’Università del Kent a Canterbury era uno dei massimi esperti sulla politica e la storia svizzera del Regno Unito e del mondo anglosassone in generale. Fra le sue opere ricordiamo The Politics and Government of Switzerland (Palgrave Macmillan, 2004), Switzerland and the European Union (Routledge, 2006 – a cura di), A Concise History of Switzerland (Cambridge University Press, 2013 – con Randolph Head), e Political Change in Switzerland (Routledge, 2016). In aggiunta ai suoi studi accademici, Church era inoltre impegnato come consulente esperto della Svizzera per conto del Parlamento britannico, di quello europeo e di quello scozzese; era inoltre spesso intervistato dai media di vari paesi sulle vicende elvetiche.

I suoi lavori e la sua attività di divulgazione hanno contribuito in maniera decisiva a far conoscere la Svizzera presso un pubblico internazionale che tende spesso a prestare attenzione solo ai grandi paesi. Al contrario, Church ha dimostrato che il sistema politico svizzero e il suo sviluppo storico offrono importanti insegnamenti per questioni politiche che interessano molti altri paesi, come la coesistenza di lingue e culture diverse, l‘organizzazione dell’autonomia regionale e locale, e le dinamiche della democrazia consociativa. Sebbene il suo orientamento sia stato soprattutto quello di un ammiratore della Svizzera, non ha tuttavia esitato a sottolineare i problemi e le contraddizioni della politica svizzera, non da ultimo nelle relazioni con l’integrazione europea, di cui testimonia un suo contributo uscito nel recente volume “Svizzera-UE. Un rapporto irrisolto” (Dadò Editore, 2019).

Church era anche attento alle dimensioni regionali e cantonali. Coltivò uno sguardo particolare per il Ticino. Storico di formazione, il suo interesse per la Svizzera venne stimolato dalla Rivoluzione ticinese del 1830, che analizzò nel quadro di uno studio comparato per il volume Europe in 1830 (Allen & Unwin, 1983). Recentemente era ritornato a studiare la storia ticinese con la determinazione e la passione che lo contraddistinguevano. Aveva condotto ricerche presso l’Archivio di Stato a Bellinzona e aveva in programma di scrivere una storia del cantone. Con la sua scomparsa la Svizzera, e il Ticino in particolare, hanno perso un interprete ed un amico.

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