Locazione

Chiedere uno sconto
sul prezzo degli affitti

Chiedere uno sconto <br />sul prezzo degli affitti
Quali sono i casi in cui il locatario può farlo e quali sono gli strumenti che ha a disposizione.

Chiedere uno sconto
sul prezzo degli affitti

Quali sono i casi in cui il locatario può farlo e quali sono gli strumenti che ha a disposizione.

Tra i diritti del locatario, in Svizzera rientra anche la possibilità di richiedere una riduzione del canone d’affitto in presenza di determinate condizioni. Ad esempio, quando la base di calcolo è «considerevolmente» cambiata oppure in caso di diminuzione del tasso ipotecario di riferimento. Se si presentano questi due scenari, il locatore ha 30 giorni per prendere posizione prima che il locatario possa rivolgersi all’autorità di conciliazione.

Un altro caso in cui il locatario può chiedere che l’affitto venga ridotto è quello in cui il valore del bene affittato diminuisca – magari a causa di danni, lavori di ristrutturazione o altro – e di conseguenza è legittimo ipotizzare un canone che si adegui a questo cambiamento. Un altro scenario è quello di una staffetta da un inquilino all’altro: se ad esempio il nuovo locatario si rende conto che il predecessore pagava molto meno – in presenza delle stesse condizioni – può presentare entro 30 giorni una contestazione presso l’autorità di conciliazione. È possibile, però, che sia il locatore a decidere unilateralmente un aumento dell’affitto, con effetto a partire dal termine di disdetta più vicino. Detto che il locatore deve fornire una chiara spiegazione dei motivi che lo hanno condotto a questa decisione – che possono essere, tra gli altri, un aumento del tasso ipotecario di riferimento (quello attuale è dell’1,25%), un rincaro generale, le spese di manutenzione o l’installazione di nuovi elettrodomestici – il locatario può rivolgersi all’autorità di conciliazione competente se dubita della fondatezza di tali motivi. Anche in questo caso il termine entro il quale occorre presentare l’istanza è di 30 giorni.

L’autorità di conciliazione fornirà anche una consulenza, ma il locatario – anche se tutelato dalla legge dalla disdetta in poi – dovrà tuttavia pagare l’affitto, con la possibilità di depositarlo su un conto apposito che la stessa autorità di conciliazione suggerirà. Per quanto riguarda le consuetudini nel rapporto tra locatario e locatore, è pacifico che oltre all’affitto sarà necessario valutare le spese accessorie che, se non menzionate a parte, saranno da considerarsi comprese nel canone d’affitto.

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