Scambio di asset digitali

Ecco il primo
«digital bond»

Ecco il primo <br />«digital bond»
La Svizzera si conferma all’avanguardia dell’innovazione anche nel campo della blockchain applicata alla finanza.

Ecco il primo
«digital bond»

La Svizzera si conferma all’avanguardia dell’innovazione anche nel campo della blockchain applicata alla finanza.

Emettere una nuova obbligazione ma, a differenza di prima, quotarla e scambiarla anche su una borsa completamente digitale e basata sulla «blockchain». È questa la grande novità avvenuta proprio nelle scorse ore in casa SIX Digital Exchange (SDX), società facente parte del gruppo SIX che gestisce la borsa valori della Svizzera con sede a Zurigo. Tutto è stato reso possibile grazie all’autorizzazione di settembre 2021 dell’Autorità di sorveglianza FINMA a implementare un’infrastruttura dedicata all’operatività di una borsa valori e alla custodia di titoli digitali basata appunto sul meccanismo della «blockchain». Tale struttura ha preso il nome di «SDX» e ha l’obiettivo di fornire agli investitori istituzionali un’infrastruttura sicura e robusta che soddisfi tutti i requisiti fondamentali di una borsa tradizionale, ma che permetta anche di integrare il meccanismo della «blockchai» nell’operatività degli operatori finanziari.

La FINMA ha affermato che il motivo di tale approvazione risiede nel potenziale innovativo delle nuove tecnologie per i mercati finanziari. Per facilitare il processo di innovazione, il regolatore ha dichiarato che applicherà le disposizioni esistenti del diritto dei mercati finanziari in modo coerente, cioè secondo il principio «stessi rischi, stesse regole». Questo sembra essere un segnale chiaro di come ci sia una volontà politica di sviluppare la legislazione e la regolamentazione per sostenere un mercato di titoli digitali. In tal modo il mercato finanziario svizzero sta fungendo da modello, e sarà interessante come si comporteranno in tal ambito altri Paesi.

Il lancio di un’obbligazione sia sulla borsa tradizionale sia quella basata sulla blockchain è un progetto sicuramente ambizioso che potrebbe rappresentare un trampolino di lancio per nuovi paradigmi nel campo della finanza. Nella fattispecie, le due obbligazioni hanno entrambe una scadenza di quattro anni con un rendimento di circa 0.125% che rispecchia il buon livello di rating di SIX pari a «single A». Le due emissioni sono scambiabili ed emesse con la stessa durata, prezzo, rating, rischio di default, e altro. Al momento l’accesso all’investimento è previsto solo per pochissime grandi banche e i clienti potranno scegliere inizialmente tra la parte tradizionale e quella digitale.

Ecco il primo <br />«digital bond»

Secondo Thomas Zeeb, Global Head of Exchanges di SDX, la società potrebbe in futuro anche offrire versioni basate sulla blockchain di ETFs, nonché di altri beni riguardanti ad esempio l’arte o il settore immobiliare. Questa prima borsa digitale potrebbe anche concretamente fornire un’alternativa regolamentata alle attuali piattaforme su cui vengono scambiate le criptovalute: molte delle quali per l’appunto operano al di fuori dei canali finanziari tradizionali. L’obiettivo di SDX sarà in ogni caso, man mano che la base di clienti internazionali si allargherà includendo altre banche, emittenti, compagnie di assicurazione, nonché investitori istituzionali, quello di creare una rete globale di scambio per i titoli digitali, potendo così accogliere la liquidità che opera attualmente sulle varie e disparate reti basate sul principio della blockchain. In tal senso, e guardando al futuro, è infatti fondamentale che le transazioni di titoli digitali siano regolate in una valuta riconosciuta ufficialmente dalle autorità monetarie. Solo così sarà possibile adottare in massa titoli digitali. In questo contesto, SDX e la Banca Nazionale Svizzera si sono uniti nell’esplorare il regolamento dei titoli digitali attraverso l’introduzione di una valuta digitale della banca centrale (CBDC). In tal senso, nel 2020 si è conclusa la prima fase della sperimentazione della CBDC sulla piattaforma SDX. La seconda fase, quella conclusiva, dovrebbe concludersi nei prossimi mesi.

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