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Economia sostenibile
e sviluppo responsabile

Economia sostenibile <br />e sviluppo responsabile
Una rubrica mensile per presentare brevemente e in parole semplici ognuno degli otto approcci che permettono di perseguire gli obiettivi di sviluppo responsabile

Economia sostenibile
e sviluppo responsabile

Una rubrica mensile per presentare brevemente e in parole semplici ognuno degli otto approcci che permettono di perseguire gli obiettivi di sviluppo responsabile

Il mondo della finanza e le pretese riguardanti un’economia responsabile a livello sociale e ambientale sono agli antipodi, non si possono coniugare. Ancora oggi questa opinione è relativamente diffusa e sicuramente ha rappresentato il credo dominante per tanto, tanto tempo. Nella cosiddetta «finanza tradizionale» non c’era molto spazio per riflessioni ritenute di tipo «etico» e questo valeva, in fondo, per l’economia nel suo insieme e anche per chi studiava la materia all’università o nelle business school.

«The social responsibility of business is to increase its profits» diceva l’economista Milton Friedman nel 1970, tuttavia già una decina di anni dopo un altro economista, con un cognome simile ma con una visione totalmente diversa, tale Robert Freeman, sviluppava modelli di gestione aziendale incentrati sulla responsabilità sociale delle imprese e le aspettative di tutti i soggetti ad essa collegati, i cosiddetti «stakeholder» (come ad esempio i collaboratori, fornitori, clienti o gruppi di interessi locali ed esterni). Le aziende che si preoccupano del proprio impatto in termini sociali e ambientali ne ricavano anche vantaggi in termini economici: è questa in sintesi la sua visione, oggi ampiamente condivisa e rappresentativa di una concezione moderna dell’economia aziendale.

Tornando alla finanza, per i clienti, magari facoltosi, interessati non solo agli aspetti economici dei propri investimenti, le banche in passato hanno sviluppato dei servizi legati al mondo della filantropia, tuttora esistenti. Ebbene, gli investimenti sostenibili si collocano proprio tra quella che possiamo definire la finanza tradizionale, unicamente orientata ai profitti economici, spesso con orizzontati temporali di breve termine, e la filantropia o la beneficenza. Per «investimenti sostenibili» oggigiorno intendiamo qualsiasi investimento il cui approccio integri i fattori ESG nell’ambito della selezione e gestione degli investimenti.

Cosa sono quindi i fattori «ESG»? L’acronimo sta, in inglese, per «environmental, social and corporate governance», quindi ambiente, socialità e buon governo d’impresa. È opinione sempre più diffusa tra gli addetti ai lavori, che sul medio e lungo termine gli investimenti finanziari che integrano i fattori ESG forniscano dei rendimenti finanziari in linea (o anche superiori) agli investimenti tradizionali a fronte di rischi minori. Fantastico, no? Eppure, eppure ... aleggia ancora parecchio scetticismo, nonostante migliaia di studi accademici delle università più accreditate al mondo che confermano con i fatti tale opinione.

Per l’essere umano sembra difficile riuscire a concepire che comportarsi in maniera corretta, rispettosa degli altri e dell’ambiente possa portare anche a dei benefici economici. La realtà è più complessa dirà qualcuno, ed è vero. Un problema importante, nell’ambito degli investimenti sostenibili, riguarda proprio la comprensione degli stessi, perché sostenibilità può significare tante cose diverse, anche se il fine resta sempre quello, come definito nel 1987 dalla commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo, ossia «contribuire ad uno sviluppo economico che consente alla generazione presente di soddisfare i propri bisogni senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri».

Nella finanza vi sono otto approcci che permettono, singolarmente o spesso anche combinati tra loro, di perseguire questi obiettivi di sviluppo responsabile, alcuni in maniera molto esplicita altri in maniera meno diretta. Scopo di questa rubrica e di questi articoli mensili sarà quello di presentare brevemente e in parole semplici ognuno di questi approcci, con la speranza di poter fornire un contributo per una maggiore comprensione del tema da parte di tutti, in primis anche dei risparmiatori e degli investitori interessati al tema.

Di seguito l’elenco degli otto approcci, così come definiti da Swiss Sustainable Finance, l’associazione promotrice della finanza sostenibile in Svizzera:
• Exclusions
• Norms-Based Screening
• Best-in-Class
• ESG Integration
• ESG Voting
• ESG Engagement
• Investimenti tematici
• Impact Investing

Incuriositi? Stay tuned ... e alla prossima puntata.

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