L’intervista

Investimenti sostenibili
per le casse pensioni

Investimenti sostenibili <br />per le casse pensioni
Giovanni Vergani, membro del Consiglio direttivo della Cassa pensioni di Lugano e del Board di Swiss Sustainable Finance

Investimenti sostenibili
per le casse pensioni

Giovanni Vergani, membro del Consiglio direttivo della Cassa pensioni di Lugano e del Board di Swiss Sustainable Finance

Signor Vergani, secondo l’ultimo studio di mercato di Swiss Sustainable Finance, quasi l’80% del volume totale degli investimenti sostenibili in Svizzera si trova nei depositi della clientela istituzionale e, di questi, una buona fetta riguarda le casse pensioni. Come si spiega?
Innanzitutto il mondo istituzionale e con questo intendo compagnie di assicurazioni e casse pensioni in primis, rappresenta circa i 2/3 di tutti gli assets gestiti in Svizzera, che ammontano oggi più o meno a 2’600 miliardi di franchi svizzeri. Dunque è naturale che questo comparto registri in valori assoluti la più alta fetta di investimenti sostenibili. Inoltre il mondo istituzionale, per sua natura, guarda al lungo termine e di conseguenza è più esposto a rischi estremi associabili alla dimensione climatica, sociale e di governance corporativa. La loro mitigazione passa senza dubbio attraverso l’attuazione di una politica di sostenibilità. Detto questo, il settore privato sta velocemente recuperando terreno, se analizziamo i tassi di crescita attuali, non da ultimo perché realizza le crescenti opportunità di investimento e di ritorno date dalla «new economy».

Confronto tra investimenti sostenibili privati e istituzionali (Fonte: Swiss Sustainable Finance)
Confronto tra investimenti sostenibili privati e istituzionali (Fonte: Swiss Sustainable Finance)

In che modo, concretamente, un fondo pensione può attivarsi a favore di economia più sostenibile? Come cercate di applicare questa filosofia negli investimenti finanziari della Cassa pensioni di Lugano?
Dal mio punto di vista non vi è un approccio univoco alla sostenibilità e, come sappiamo, esistono ben 8 strategie che permettono ad un fondo o ad un portafoglio di perseguire questo obiettivo. Nel caso della Cassa Pensioni di Lugano il primo passo è stato di scandagliare il portafoglio degli investimenti secondo il principio della “esclusione”. Questo mirava ad evidenziare titoli di aziende che non ottemperassero alle convenzioni internazionali sottoscritte dalla Confederazione in ambito degli armamenti, lavoro minorile e simili. Da questo primo passo si è però voluto definire un proseguo più strutturato. Ci siamo chiesti, come Consiglio direttivo e congiuntamente al Management, quali fossero per noi gli aspetti più rilevanti legati alla sostenibilità e quale diagramma di preferenze potessimo stabilire. Ciò con tre obiettivi: allinearci internamente e costruire il nostro DNA della sostenibilità, poter includere tali principi nel nostro regolamento di investimenti, adattare il nostro portafoglio investimenti di conseguenza. Parallelamente ci siamo associati a Ethos Engagement Pool Switzerland, in quanto riteniamo che esercitare un diritto di voto consapevole in qualità di azionisti orientati ad aprire un dialogo costruttivo con le imprese ,sia utile per favorire il passaggio ad una economia sostenibile.

Quali sono secondo lei i principali vantaggi ma anche le principali difficoltà nell’implementare una strategia d’investimento sostenibile nel contesto di un fondo pensione?
Come all’inizio di ogni cammino penso che il disorientamento e le incertezze siano le costanti dominanti rispetto all’attuazione di un piano in un contesto conosciuto e familiare. Bisogna uscire dalla propria «comfort zone», dove valgono regole e strumenti comprovati, per includere dimensioni sostenibili, i cui standard sono molteplici e i dati disponibili incompleti. La complessità regna sovrana ed il rischio di scivolare nel «greenwashing» rimane alto. Dall’altra parte l’approccio sostenibile rifonderà l’economia nei suoi processi elementari. Da questo scaturiranno nuove opportunità di investimento che sosterranno il benessere materiale, ambientale e sociale delle future generazioni. Gli attori previdenziali come noi, con il proprio orizzonte temporale di 20/30 anni, riusciranno ad ottemperare al proprio dovere fiduciario solo abbracciando e attuando investimenti sostenibili già sin d’ora.

La sostenibilità si applica unicamente agli investimenti finanziari o vale anche per altre forme d’investimento che sappiamo essere importanti per i fondi pensioni come ad esempio il settore immobiliare
?
Naturalmente si applica a tutti gli investimenti. Con un occhio al settore immobiliare i criteri di sostenibilità già si riflettono nei diversi livelli del certificato cantonale CECE, definendo i margini di miglioramento nell’efficienza energetica al momento dell’ammodernamento del parco immobiliare. In ambito degli investimenti in infrastrutture si possono identificare attività economiche ad «impatto» ovvero tese a sostenere la transizione economica a livello energetico ma anche a sostenere iniziative, ad esempio, in ambito di strutture e trasporto pubblico volte ad una migliore coesione sociale.

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