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Proprietà d’abitazione:
quale conviene di più?

Proprietà d’abitazione: <br />quale conviene di più?
Ecco le diverse tipologie e la modalità più indicata rispetto alla condizione e al proprio stato civile

Proprietà d’abitazione:
quale conviene di più?

Ecco le diverse tipologie e la modalità più indicata rispetto alla condizione e al proprio stato civile

L’acquisto della casa di proprietà è uno step importante della vita, al quale arrivare preparati. In coppia o individualmente, compatibilmente con la disponibilità economica, arriva un momento in cui si decide di compiere questo investimento che comporta un impegno, non soltanto un esborso in denaro, ma anche uno sforzo emotivo: spesso si sta scegliendo, infatti, il luogo in cui si trascorrerà il resto della propria vita.

Ci si può muovere tra diverse forme di proprietà, in base allo stato civile e alla propria condizione
. Quelle più diffuse sono la proprietà individuale, la proprietà comune e la comproprietà. Con la prima, chi acquista mette soltanto capitale proprio e può disporre dell’immobile; allo stesso tempo ne è l’unico responsabile per manutenzione, pagamento di interessi ipotecari alla banca ed eventuali danni.

C’è poi la proprietà comune, nella quale un contratto o una disposizione legale stabiliscono che – a prescindere da quanto investito dal singolo soggetto – i proprietari sono «in comune». È il rapporto, in questo caso, a definire chi e in che misura partecipa alla proprietà dell’immobile. Nel momento in cui uno dei proprietari voglia vendere le proprie quote, non potrà farlo autonomamente, ma dovrà ottenere il consenso degli altri.

A differenza della proprietà comune, la comproprietà prevede che ognuno dei proprietari possa disporre liberamente delle proprie quote, pur assumendosene gli obblighi da proprietario. Generalmente il valore della quota dipende da quanto il soggetto ha investito o ha contribuito. In caso di vendita da parte di uno dei co-proprietari, agli altri spetta il diritto di prelazione sulla quota ceduta.

Il tipo di rapporto tra i proprietari può influire sulle modalità di condivisione della proprietà dell’immobile. I coniugi – per i quali il tipo di acquisto più indicato è la comproprietà – sono generalmente proprietari per metà: le loro quote sono depositate nel registro fondiario. I due possono disporne liberamente, ma condividono la responsabilità per quanto concerne manutenzioni, riparazioni e interessi.

Per quanto riguarda le coppie di concubini, è opportuno stilare un contratto di concubinato che preveda regole precise, poiché la legge non tutela questa tipologia di rapporto in seguito, ad esempio, alla separazione o al decesso di uno dei due partner. Le coppie dello stesso sesso, invece, se hanno registrato la loro unione, godono di una tutela identica a quella dei coniugi.

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