Vademecum

Successione legale:
ecco come funziona

Successione legale: <br />ecco come funziona
La legge stabilisce a chi spetta l’eredità quando il defunto non redige testamento, e pone dei paletti alla libertà di scelta sui soggetti a cui devolvere il patrimonio

Successione legale:
ecco come funziona

La legge stabilisce a chi spetta l’eredità quando il defunto non redige testamento, e pone dei paletti alla libertà di scelta sui soggetti a cui devolvere il patrimonio

Quello della successione è un istituto giuridico tra i più importanti nella società, in quanto garantisce la continuità nel possesso di un determinato patrimonio lungo la discendenza familiare. La sua centralità all’interno dell’ordinamento svizzero, e non solo ovviamente, fa sì che il legislatore si occupi di regolare le modalità di successione nel caso in cui il defunto non abbia redatto un testamento o un contratto successorio. E al tempo stesso è la stessa legge, forte del disposto del codice civile svizzero, a regolare ciò che necessariamente spetta ai familiari più stretti e quanto invece il testamentario può decidere liberamente in termini di destinazione dell’eredità.

Andando con ordine, la successione legale vede la legge stabilire quanto viene ereditato dai superstiti. E in particolare viene evidenziato a quale tra questi spetti per primo l’eredità, stabilendo così un ordine di priorità tra i parenti coinvolti. Dunque, al primo posto vi è il coniuge o il partner registrato, e i discendenti come i figli, i nipoti e i pronipoti. Se non vi sono coniugi né figli, l’eredità è devoluta ai genitori e/o ai loro discendenti. Se a sua volta non vi sono genitori né discendenti superstiti, ereditano i nonni e/o i loro discendenti. E nel caso raro, ma pur sempre possibile, che non vi sia nessun parente fra quelli già menzionati, l’intero patrimonio spetta al Cantone o al Comune.

A suggellare il trattamento di riguardo che il legislatore ha per gli eredi naturali del defunto, il codice civile regola la porzione legittima. Questa è costituita da una quota di eredità garantita ai discendenti, ai genitori, al coniuge e al partner registrato, e non può essere scavalcata nemmeno dal testamento. Solo il futuro erede può operare in tal senso mediante il cosiddetto contratto di rinuncia d’eredità. Se invece i testamenti non prevedono porzioni legittime, questi non sono automaticamente nulli, ma devono essere impugnati dagli eredi legali mediante opposizione.

La legge prevede poi che i concubini/e non ereditino nulla alla morte del partner, nel senso che non rientrano tra i beneficiari delle porzione legittima garantita agli eredi legali. Anche nel testamento possono essere favoriti solo in misura limitata poiché le porzioni legittime dei discendenti, dei genitori o del coniuge superstite devono essere rispettate. Rientreranno dunque, come qualsiasi altro soggetto, tra coloro che possono essere indicati dal defunto come erede per la quota disponibile, quella parte del patrimonio che eccede la porzione legittima e che quindi si può decidere liberamente a chi devolvere.

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