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Tutelare l’eredità online
pensando ai propri cari

Tutelare l’eredità online <br />pensando ai propri cari
Non sono più così rari i casi in cui i parenti di un defunto ingaggiano una battaglia legale con i colossi di internet: fondamentale imparare a tutelarsi

Tutelare l’eredità online
pensando ai propri cari

Non sono più così rari i casi in cui i parenti di un defunto ingaggiano una battaglia legale con i colossi di internet: fondamentale imparare a tutelarsi

In principio erano gli archivi. Di tutti i tipi: faldoni, cassetti, librerie, magazzini interi, finendo con le rastrelliere porta cd-dvd. Con il processo di dematerializzazione in atto da anni, i documenti vengono conservati su hard disk e chiavette Usb. Tutti i tipi di file: dalle carte bollate al film, fino alla collezione musicale. Come sottolineato dalla rivista «Bulletin – Credit Suisse» (4/2019), dal punto di vista ambientale ed ecosostenibile è un passo da gigante; dal punto di vista della fruizione si è introdotto un concetto oggi più attuale che mai: quello dell’eredità digitale.

In questi ultimi anni è diventato sempre più comune intrattenere ogni genere di rapporto esclusivamente in rete. Significa che in caso di scomparsa improvvisa, eventuali eredi potrebbero perdere informazioni importanti se non fondamentali rispetto al proprio caro. Si pensi ad esempio a un conto bancario online che, senza password e chiavi di login o una lunga trafila burocratica, verrebbe perso. La stessa casella di posta del defunto o l’accesso a un computer sarebbero inaccessibili, nel caso in cui siano protette da parole chiave.

Il concetto di eredità digitale, peraltro, ha preso sempre più piede anche e soprattutto in relazione ai servizi web. Molte situazioni si complicano sul quadro giuridico perché i principali operatori internet hanno sede in Paesi stranieri e le condizioni d’uso (molto restrittive per la privacy) rinviano quasi sempre a leggi o tribunali esteri. Non sono più così rari i casi in cui i parenti di un defunto ingaggiano una battaglia legale con i colossi di internet per risalire a informazioni contenuti in determinati account. Gli stessi dispositivi elettronici di uso quotidiano prevedono password e login che, se non inserite, trasformano l’oggetto tecnologico in un (costoso) soprammobile.

Per fronteggiare questo fenomeno e tutelare i propri cari, l’incaricato federale svizzero della protezione dei dati e della trasparenza consiglia di seguire alcune semplici regole di comportamento. Innanzitutto è fondamentale pianificare per tempo la propria successione digitale e mantenere sempre una visione globale delle attività che si svolgono su internet, magari cancellando regolarmente gli account che non si usano più. Utile, inoltre, stilare e aggiornare un elenco di quelli attivi con i relativi dati d’accesso (username, codici, password, ecc.), conservandolo in un luogo sicuro al quale abbiano accesso solo persone di fiducia. Imprescindibile, poi, redigere in modo formalmente valido le disposizioni testamentarie o inserire un passaggio ad hoc in un testamento in forma pubblica. Gli stessi servizi internet offrono, infine, diverse possibilità per pianificare la successione digitale: è una buona idea contattare i provider e informarsi per tempo. Ma il consiglio numero uno rimane affidarsi agli esperti del settore: negli ultimi anni avvocati, notai e professionisti hanno incrementato le proprie competenze e allargato la sfera dei propri servizi fino a toccare anche il mondo digitale.

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