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La sfida per l'Italia del domani è lanciata

VERSO LE ELEZIONI POLITICHE DEL 4 MARZO - Intervista del Corriere a Matteo Renzi: "Mai con gli estremisti"

archivio Maffi
Matteo Renzi.
 
27
febbraio
2018
06:00
Alessandro Franzi

ROMA - Per la sinistra italiana, le elezioni del 4 marzo rappresentano un tornante della storia. Alla guida del Governo per cinque anni, ma con una maggioranza costruita anche con pezzi di centrodestra, il Partito Democratico e i suoi alleati sono – come coalizione – al terzo posto nei sondaggi e sembrano lontani dalla possibilità di vittoria. Scontano proprio questi anni al potere, caratterizzati dalla crisi dei migranti e dagli effetti della crisi economica sull'occupazione, che hanno rafforzato il messaggio nazionalista e anti-sistema delle nuove destre e di movimenti come quello dei 5 Stelle, che hanno gioco facile ad accusare il centrosinistra di aver sottovalutato il disagio sociale. Ma il PD e i suoi alleati pagano anche le continue divisioni interne al loro schieramento politico. È in particolare la leadership di Matteo Renzi a uscire indebolita da una legislatura che lo aveva visto entrare in scena per rimediare alla sconfitta del suo predecessore, Pierluigi Bersani, promettendo la «rottamazione» della vecchia classe dirigente. A meno di una settimana dall'appuntamento elettorale, intervista del Corriere a Renzi.

Matteo Renzi: "Il 4 marzo passaggio fondamentale per il futuro del Paese"

Segretario, secondo lei, ci sarà una maggioranza in grado di esprimere un governo o è concreta l'ipotesi di un ritorno alle elezioni?
Domenica 4 marzo sarà un passaggio fondamentale per il futuro del nostro Paese. Gli italiani sono chiamati a scegliere tra gli estremisti che strumentalizzano le paure, chi ha dimostrato appieno la propria incompetenza nel gestire la cosa pubblica, chi fa promesse mirabolanti, irrealizzabili e inique e chi invece, come il Partito Democratico, in questi anni ha dato prova di serietà e responsabilità togliendo l'Italia dalla più grave crisi dal dopoguerra e facendola ripartire. Ma c'è ancora molto da fare. Sappiamo bene quanto l'Italia debba ancora crescere ed essere competitiva in Europa. Per questo presentiamo un programma concreto e fattibile con 100 proposte che partono da 100 cose fatte.

Qual è il vostro obiettivo?
Di essere il primo gruppo parlamentare e il primo partito e sono convinto ogni giorno di più che i cittadini faranno sì che questo accada.

I dettagli sul Corriere del Ticino di oggi, alle pagine 4 e 5.

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