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Crisi e novità: le due facce di una Lugano che cambia

Tra grida d’allarme e lamentele, i commercianti si organizzano - Le testimonianze di chi resiste da decenni e di chi sceglie modelli alternativi, come i "concept stores"

Archivio CdT
 
03
maggio
2018
05:00
Chiara Nacaroglu

LUGANO - Una crisi dalla quale sembra non essere in grado di uscire. A nulla, per ora, è servito l'incontro del 12 marzo tra il Municipio e centoquaranta commercianti della città. La riunione si era conclusa – lo ricordiamo – tra le polemiche per la mancanza di proposte concrete da parte dell'Esecutivo e con un appello del sindaco Marco Borradori ai commercianti: "Fino a quando non avrete trovato dei rappresentanti le porte del Municipio saranno chiuse". Intanto, coordinati dalle associazioni (quella dei commercianti di Lugano, l'Associazione via Nassa e il Club del Centro), gli esercenti si stanno mobilitando per decidere chi si occuperà di discutere il futuro della piazza luganese. Tra i fattori critici evidenziati un po' da tutti in questi mesi ricordiamo, tra gli altri, i problemi della viabilità (il PVP resta nell'occhio del ciclone), la concorrenza della vicina Italia, gli affitti troppo alti e l'aumento degli acquisti online. Alle autorità comunali, in particolare, si rimprovera di «non fare abbastanza» per sostenere il centro cittadino. In un momento così critico per la piazza luganese abbiamo deciso di raccontare alcune storie di chi le difficoltà le vive sulla propria pelle quotidianamente, tra tagli al personale, ipotesi di chiusura e tanta amarezza.

Perché non si tratta di soli numeri; una chiusura o un periodo di crisi portano con sé conseguenze che hanno un impatto su tutti coloro che vivono il centro città e su chi lo vivrà in futuro. Ma visto che in tempi in cui una saracinesca abbassata fa più notizia di un'apertura, succede che ci si dimentica di guardarsi intorno per riflettere sulle novità che animano la città. Ecco perché si è deciso di lasciare spazio anche a chi, reinventandosi, ha trovato la propria formula magica e sta espandendo la propria attività. A Lugano negli ultimi anni stanno prendendo piede, a volte andando a sostituire negozi "tradizionali" e monomarca, i concept stores, ovvero attività "miste" che offrono prodotti e servizi variegati ritenuti fino a poco tempo fa inconciliabili tra loro. Una tendenza già in voga nelle grandi città europee e approdata da poco sulle rive del Ceresio. Per la cronaca, Piazza Riforma presto sarà orfana del negozio Napapijri, mentre in via Ginevra il 21 aprile ha aperto Super Officine, un concept store che propone bar, esposizione di moto e barberia. In queste pagine troviamo problemi legati alla crisi e idee per uscirne nelle storie di alcuni, speranza e voglia di espandersi in quelle di altri: due facce di un centro città che sta cambiando.

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