Arcane: il nuovo fenomeno di Netflix fra tecnologia e magia

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Ambientata nelle lande di Runeterra e tratta dal videogame League of Legends, la serie TV animata sta spopolando fra fan di lunga data e neofiti - Riot Games, sviluppatrice del gioco per PC, ha fatto centro e in futuro nuovi suoi prodotti potrebbero dominare la piattaforma streaming

Arcane: il nuovo fenomeno di Netflix fra tecnologia e magia
© Riot Games

Arcane: il nuovo fenomeno di Netflix fra tecnologia e magia

© Riot Games

Chi l’ha attesa a lungo non ne è rimasto deluso. Con Arcane, la serie TV animata pubblicata negli scorsi giorni su Netflix e basata sul mondo del videogioco League of Legends, gli sviluppatori di Riot Games hanno sicuramente fatto centro. Già, perché se il successo delle prime tre puntate dovesse essere confermato (appuntamento ai prossimi weekend per le uscite!), registi e produttori potrebbero trovare, negli infiniti eventi che si svolgono nelle lande di Runeterra, una miniera inesauribile per stagioni future. I personaggi giocabili in League of Legends sono al momento 157. E Arcane si basa sulle storie di due di essi, pur toccando i vissuti di terzi. Capite ora il potenziale di questa novità?

Già stabilmente nella top 10 di Netflix Svizzera (ma anche in quella mondiale, dove occupa il 4. posto), Arcane rischia insomma di divenire un fenomeno. Ecco perché.

Tecnologia, magia e conflitti sociali
La serie TV prodotta da Riot Games, casa sviluppatrice di League of Legends, si svolge nelle città gemelle di Piltover e Zaun: le due sono sviluppate verticalmente e non potrebbero essere più differenti. La prima rappresenta il centro tecnologico della regione, la luminosa capitale dello steampunk, casa di ricchi mercanti e una fiorente università. La seconda, inquinata e buia, lontana dalla luce naturale e luogo di povertà e loschi traffici, è la sede di ricerche scientifiche orripilanti e illegali.

L’una non può vivere senza l’altra, ma la relazione tra le due è difficile e segnata da violenze.

Al centro di Arcane, le vite di due personaggi di League of Legends: le sorelle Vi e Jinx. Nemiche giurate nel videogioco, da bambine le due orfane sono molto affiatate. Cos’è successo? Cos’ha incrinato i rapporti? Agli spettatori scoprirlo. Due le tematiche che si intrecciano in un solido fil rouge che accompagna le prime tre puntate pubblicate: il binomio magia/tecnologia (inaccostabili o possibili alleate?) e il conflitto sociale fra ricchi e poveri. Un mix in grado di tenere tutti con il naso attaccato alla TV.

Per fan e non
Ma per godersi un simile prodotto serve essere fan di League of Legends? Sì, no, forse. Ammettiamolo: molti easter eggs presenti nella serie TV sono palesi strizzatine d’occhio ai videogiocatori che già ben conoscono i personaggi. Ma l’incredibile lavoro di animazione, il doppiaggio d’indubbio valore (sia esso in inglese o in italiano), e la solida sceneggiatura rendono Arcane una serie godibile anche per i neofiti di Runeterra. Senza considerare che Riot Games, pur avendo costruito un intricato insieme di mappe, eventi e miti, ha sempre imposto dei limiti ai propri giocatori, gli stretti confini rappresentati dall’arena di scontro. Parliamo insomma di scenari inediti per tutti.

Su Rotten Tomatoes, sito che si occupa di catalogare le recensioni dei critici, il successo di Arcane è univoco: 100% di approvazione, con un voto medio di 8.8 su 10.

Insomma, il nostro consiglio è di seguire l’onda e immergersi, come stanno facendo milioni di spettatori nel mondo, nei claustrofobici e inquinati vicoli di Zaun.

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