Il signore del crimine di una lontana galassia

televisione

Da un paio di settimane è in programmazione su Disney+ «The Book of Boba Fett», ennesima serie, dai tratti molto «western», ambientata nell’inesauribile universo di Star Wars

Il signore del crimine di una lontana galassia
È il neozelandese Temuera Morrison a dare il volto al nuovo «eroe» dell’universo di «Guerre Stellari»

Il signore del crimine di una lontana galassia

È il neozelandese Temuera Morrison a dare il volto al nuovo «eroe» dell’universo di «Guerre Stellari»

Correva l’anno 1978, e i telespettatori americani assistevano, attoniti, alla messa in onda dello Star Wars Holiday Special, uno speciale talmente bizzarro e a tratti orripilante che lo stesso George Lucas ha fatto sì che non fosse più legalmente reperibile (le copie pirata abbondano tuttavia su Internet da anni...). Tra le poche cose degne di nota e preservazione per i posteri del programma c’era un cortometraggio animato, successivamente messo a disposizione in una delle riedizioni Blu-ray della saga stellare, dove faceva la sua prima apparizione un certo Boba Fett. Si trattava di poco più di un costume, creato con il palese intento di ricavarne dei giocattoli (lo stesso ragionamento che portò alla creazione degli Ewok), ma tanto bastò per renderlo una figura di culto, al netto della sua scarsa presenza nella trilogia originale: dopo pochi minuti, ne Il ritorno dello Jedi, tirava infatti le cuoia in modo piuttosto brutale, divorato da una delle creature desertiche del pianeta Tatooine. Poi, nel 2002, Lucas ha cominciato ad approfondire il personaggio, svelando nell’Episodio II che Boba era il figlio/clone di Jango Fett, il cacciatore di taglie usato per creare l’armata al servizio della Repubblica (e successivamente dell’Impero). Jango aveva le fattezze dell’attore neozelandese Temuera Morrison, che nello stesso periodo, per ragioni di coerenza interna, ha ridoppiato tutte le battute di Boba nella versione riveduta e corretta della prima trilogia. Poi, alla fine del 2020, la svolta: Morrison è stato reclutato per interpretare il redivivo Boba, sopravvissuto in qualche modo allo stomaco del sarlacc, nella seconda stagione di The Mandalorian. E alla fine della stagione, colpo di scena: una sequenza collocata dopo i titoli di coda annunciava che la serie si prendeva una pausa, affidando il compito di colmare il buco nella programmazione di Disney+ a uno spin-off, The Book of Boba Fett. Spin-off che è iniziato il 29 dicembre e ci terrà compagnia sulla piattaforma disneyana fino al 9 febbraio, al ritmo di un episodio a settimana.

Il signore del crimine di una lontana galassia

La serie racconta le nuove avventure di Fett, tornato su Tatooine per rifarsi una vita all’insegna del crimine: entrato nel palazzo del defunto Jabba the Hutt, celebre boss della malavita locale per decenni (e membro di una vera e propria famiglia di malfattori, come visto nelle serie animate), ha spodestato in modo definitivo il braccio destro di quest’ultimo, Bib Fortuna, ergendosi a nuovo «padrino» della regione. Al suo fianco c’è Fennec Shand (Ming Na-Wen), cacciatrice di taglie a cui lui ha salvato la vita qualche tempo addietro, e insieme i due cercano di cambiare l’atteggiamento del regime nei confronti del popolo. «Jabba regnava con la paura, io voglio farlo con il rispetto», dice Boba, che interagisce direttamente con i cittadini di Mos Espa e preferisce muoversi a piedi, invece di essere trasportato su un trono. Alcuni flashback su ciò che gli era accaduto dopo essere stato inghiottito dal sarlacc, completano l’avvio della serie, accentuando la componente «western» del franchise ideato da Lucas.

Come per The Mandalorian, le principali menti creative dietro il progetto sono lo sceneggiatore Jon Favreau e Dave Filoni, da anni una delle presenze più importanti alla Lucasfilm in quanto supervisore generale del reparto d’animazione. Per lo spin-off sono affiancati dal regista Robert Rodriguez, la cui sensibilità pulp si sposa bene con la storia di Boba Fett (notevole, nel primo episodio, una sequenza che sembra uscita direttamente da un horror volutamente di serie B come solo Rodriguez li sa fare). Della partita anche il compositore Ludwig Göransson, almeno per quanto riguarda i temi musicali principali. Tutto questo all’insegna di un divertimento spaziale che è solo l’inizio di una progressiva espansione della componente seriale in carne e ossa del mondo creato da Lucas: nei prossimi mesi arriveranno infatti anche Obi-Wan Kenobi, con un’avventura inedita del celebre Maestro Jedi (interpretato nuovamente da Ewan McGregor); Andor, che approfondisce uno dei protagonisti del recente film Rogue One; e Ahsoka, sulla guerriera che fu l’apprendista di Anakin Skywalker. Le vie della Forza, insomma, sono decisamente infinite.

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