Cent'anni fa

Piromane politico si costituisce in Gendarmeria a Lugano

Le notizie del 9 giugno 1926
Incendio doloso stamane all'alba alla Camera del lavoro. ©Çağrı Karakelle
Red. Online
09.06.2026 06:00

Dà fuoco alla camera del lavoro per vendicarsi dei socialisti
Questa mattina verso le ore 4 si presentava alla Caserma di Gendarmeria, in via Pretorio, certo Neuroni Augusto, da Riva San Vitale, qui domiciliato da molti anni e quindi persona notissima negli ambienti cittadini. Ad un gendarme che stava per uscire per recarsi a prendere servizio su di un piroscafo, il Neuroni dichiarava di costituirsi, avendo dato fuoco, per vendetta, alla vicina Camera del lavoro. Il gendarme trattenne lo strano colpevole e diede immediatamente l’allarme ai colleghi i quali si recarono alla Camera del Lavoro, situata, come noto, a pochi passi dal Corpo di Guardia. Dai locali interni usciva difatti una fitta colonna di fumo, ma i gendarmi riuscirono in pochi minuti a rendersi padroni del principio d’incendio, eliminando così ogni pericolo. Le fiamme erano state appiccate nell’ufficio del signor Amilcare Gasparini, segretario della Camera del Lavoro, ed avevano combusto parte del pavimento in legno, un bastone da passeggio e un impermeabile. Naturalmente, senza il pronto intervento dei gendarmi, e quindi senza l’auto-denuncia del Neuroni, l’incendio non avrebbe mancato di propagarsi a tutto il fabbricato. Il Neuroni per compiere il suo gesto aveva raggiungo la porta dell’ufficio del signor Gasparini dopo aver forzato una porta che mette sul vestibolo. Mediante un trapano aprì alcuni buchi nella porta attraverso i quali versò poi del petrolio che aveva portato con sé. E poi diede fuoco e andò a costituirsi. Il colpevole di questo poco comune gesto di protesta più che di vendetta è stato – e forse era ancora – fervente socialista, uno dei più attivi e popolari sostenitori dell’idea. Volle sfortuna che gli affari per lui incominciassero ad andar male e allora il Neuroni ricorse all’aiuto dei compagni di partito, aiuto che gli venne dato in diverse occasioni. Ultimamente le cose si erano messe al peggio e il Neuroni, che non aveva trovato, forse, quell’appoggio completo che sperava, diede la colpa ai suoi colleghi di idea e segnatamente ai dirigenti socialisti, della sua rovina economica. Il pensiero di una protesta clamorosa deve essere andato maturando poco a poco nel suo cervello, non più perfettamente a posto per la preoccupazione finanziaria, e questa mattina mandò a segno il suo progetto. Il fatto di essere corso immediatamente a costituirsi e a denunciare il suo fallo, sta a provare che egli più che compiere un danno vero e proprio intendeva richiamare sui suoi casi l’attenzione della cittadinanza.

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