L’idea

Allenamenti virtuali
durante la quarantena

Allenamenti virtuali <br />durante la quarantena
Si calcola che mediamente vi siano sempre tra i mille e i duemila ciclisti in collegamento virtuale su Zwift

Allenamenti virtuali
durante la quarantena

Si calcola che mediamente vi siano sempre tra i mille e i duemila ciclisti in collegamento virtuale su Zwift

«Fare di necessità virtù», recita un antico adagio. In tempi di coronavirus questa massima diventa un imperativo per molti. Anche per gli sportivi che avvertono il bisogno di tenersi allenati, malgrado il periodo di quarantena che stiamo vivendo e in cui si consiglia di restare a casa.
Cosa non semplice per chi fino all’altro ieri era abituato a macinare chilometri ogni settimana all’aperto, come è il caso per tanti amanti della bicicletta o della corsa a piedi. In loro aiuto arrivano però dei nuovi programmi virtuali che stanno letteralmente spopolando e che in qualche caso sono diventati dei supporti irrinunciabili.
È il caso di Zwift, tra i più gettonati del momento, una app che fin dalla sua apparizione sul mercato nel 2015 ha rivoluzionato l’allenamento indoor. I suoi punti forti sono quelli che permettono di allenarsi sui rulli o il tapis roulant interagendo con altri atleti, su percorsi molto variati in cui è possibile anche competere in modo virtuale.
Il funzionamento di questa piattaforma è abbastanza semplice e viene spiegato molto bene da Alessandro Colombi, direttore generale del gruppo Corriere del Ticino e grande appassionato di sport di resistenza, nel video che vi proponiamo e che lo vede impegnato proprio durante una sessione di allenamento.

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In sintesi, Zwift è un software che permette di collegare un rullo interattivo al computer. Tutti gli sforzi vengono visualizzati sullo schermo del computer che il ciclista posiziona davanti a sé divenendo parte di un paesaggio virtuale. Anche le salite vengono regolate automaticamente e quindi le pendenze risultano percepite da chi pedala.
Grazie a questi programmi la sensazione di partecipare all’evento si arricchisce di molti elementi e la sensazione è davvero molto vicina a quella che può essere vissuta nella realtà. Oltre a questo c’è la possibilità di allenarsi con altri ciclisti, affrontando anche percorsi e salite leggendarie come ad esempio l’Alpe d’Huez.

Tutti gli allenamenti vengono registrati e salvati in una banca dati, così che se ne può tenere traccia per il futuro

Tutti gli allenamenti vengono registrati e salvati in una banca dati, così che se ne può tenere traccia per il futuro, ad esempio per verificare se vi è stato un miglioramento. Gli indicatori sono tanti e molto dettagliati, soprattutto nei programmi più avanzati, tra cui ad esempio l’indicazione dei battiti cardiaci e della potenza in watt che viene espressa durante lo sforzo.
Si calcola che mediamente vi siano sempre tra i mille e i duemila ciclisti in collegamento virtuale su Zwift, quindi per ognuno c’è la possibilità di aggiungersi a gruppi e di inserirsi in percorsi particolari in ogni momento: in altre parole pur essendo soli nella propria abitazione e sui propri rulli, non c’è davvero pericolo di soffrire di solitudine.

Situazione che forse poteva capitare in tempi non lontani quando si restava sui rulli per ore e per far passare il tempo c’era solo la possibilità di guardare la TV. Era il caso ad esempio dell’ex campione del mondo Johan Museeuw, leggendario per le sue lunghe sessioni di allenamento, anche di 5-6 ore, in casa durante l’inverno quando nel suo paese, in Belgio, sferzava il freddo vento del nord.
Proviamo quindi questi programmi rivoluzionari che ci mette a disposizione la tecnologia, in attesa, come ben sostiene Colombi «di ritrovarsi all’aperto per sprigionate tutti i nostri cavalli».

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