L’approfondimento

Allenati duro, mangia
sano, riposa bene

Allenati duro, mangia <br />sano, riposa bene
Occorre prestare attenzione anche a riposo ed alimentazione, altrimenti vanifichiamo i nostri sforzi.

Allenati duro, mangia
sano, riposa bene

Occorre prestare attenzione anche a riposo ed alimentazione, altrimenti vanifichiamo i nostri sforzi.

Di recente ci è capitato di vedere sulla maglietta di qualche runner questo simpatico motto in inglese: "Train hard, eat clean, sleep well and... repeat" (allenati duro, mangia sano, dormi bene... e ripeti). Una frase importante e che sta sottolineare (e a ricordare) come nell'attività fisica, se si vuole migliorare, non contano solo le ore di allenamento, ma anche l'alimentazione e il riposo.

Se il concetto di allenamento dovrebbe essere abbastanza chiaro a tutti, meno lo sono quelli della corretta alimentazione e del riposo che sovente vengono trascurati. E questo non è bene, perché occorre ricordare che ogni progresso nello sport è frutto di uno stile di vita complessivo, dove appunto, oltre all’allenamento, ricoprono un ruolo fondamentale sia ciò che mangiamo che la qualità del riposo e del recupero. In merito all’alimentazione c’è la famosa affermazione di Ludwig Feuerbach che dice tutto, ovvero: “siamo ciò che mangiamo”. Un monito per essere molto attenti alla qualità e alla quantità del cibo che ingeriamo. Avere cura della propria alimentazione, oltre ad avere una resa diretta sull’allenamento e la prestazione, è molto importante anche a livello di infortuni. Un argomento essenziale e sul quale ritorneremo sicuramente in modo più approfondito in un prossimo contributo.

L’importanza del riposo e del recupero è invece un tema più difficile da trasmettere. Complice anche una vecchia credenza, molto diffusa nei primi runner, che diceva, in sostanza, che “più ci si allena e più si migliora”. Cosa senz’altro vera, a condizione che il nostro corpo sia pronto a sostenere certi carichi, ma soprattutto che ad ogni sforzo venga fatto seguire un periodo di recupero sufficiente per poter rigenerare le energie. In molti, soprattutto in passato ma ancora oggi, cadono nel tranello di voler fare troppo: in fondo, si dice, è una questione di volontà, di ore di allenamento e di quantità.

Nulla di più sbagliato! Oltre alla quantità bisogna pensare alla qualità, capire cioè se il nostro corpo è pronto per sostenere degli allenamenti di una certa durata o intensità, oppure se ci sono dei segnali di stanchezza che dovrebbero renderci prudenti. Perché se si esagera si rischia poi di andare in overtraining (sindrome da sovrallenamento che interessa un numero elevato di amatori), una spirale dalla quale è poi difficile uscire, che provoca infortuni e dove in genere, al posto di migliorare, si peggiora.

Come si capisce se si è in sovrallenamento? Tra i sintomi principali c’è ovviamente quello di affaticamento, cioè prima ancora di fare sport avvertiamo una stanchezza mentale, oltre a un certo nervosismo.

Inoltre si avverte una difficoltà nel recupero e i battiti del cuore al mattino sono più alti del normale. È allora il momento di tirare il freno a mano. Capire che insistere può essere davvero pericoloso.

Meglio quindi interrompere o ridurre per un certo periodo l’attività, finché non torna la voglia di allenarsi. Fidiamoci anche delle nostre sensazioni e ascoltiamo il nostro corpo: quando torna la voglia di fare sport e l’attività fisica non è più vista come un peso, è il segno che siamo ritornati sulla buona strada.

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