Lo sguardo

Contro gli eccessi
il monito di Jim Fixx

Contro gli eccessi <br />il monito di Jim Fixx
Fare movimento regolarmente è sano, ma attenzione a non esagerare

Contro gli eccessi
il monito di Jim Fixx

Fare movimento regolarmente è sano, ma attenzione a non esagerare

Con questi contributi cerco, tra le altre cose, di invogliare più persone possibili a fare un’attività fisica e per me è una vera gioia sapere che riesco magari a dare coraggio e motivazione a qualcuno per cambiare le proprie abitudini, cominciando a fare movimento e sport.

Il mio obiettivo è però sempre quello di mirare a un coinvolgimento moderato nello sport, qualunque esso sia, e mai troppo eccessivo. Lo faccio soprattutto in virtù della mia esperienza: in oltre trent’anni ho visto un po’ di tutto, situazioni e percorsi positivi, ma purtroppo anche tanti casi di abbandono dovuti in particolare ad infortuni.

Tra i compagni di allenamento degli inizi, parlo degli anni Ottanta, non sono pochi quelli che sono stati costretti a rinunciare per problemi fisici di vario tipo, soprattutto legati all’apparato locomotore. Gente che magari riusciva a “macinare” anche 80 e più chilometri alla settimana a corsa e che oggi deve limitarsi alla passeggiatina in compagnia del proprio cane.

Se si va solo superficialmente ad indagare le ragioni di questi abbandoni forzati, a cui non di rado segue un aumento del peso corporeo, emerge praticamente sempre un’esagerazione negli allenamenti e nello sfruttamento del proprio fisico. Il principio che prevaleva soprattutto qualche anno fa, ma che purtroppo è ancora abbastanza in auge oggi, era infatti che i risultati arrivano solo con “il duro lavoro”.

Sottolineo quel “solo” per fare presente come spesso ci si dimentichi... di tutto il resto. Ad esempio del riposo, che è importante tanto quanto l’allenamento se non di più. Ma anche della disponibilità di tempo, delle capacità fisiche e degli impegni quotidiani di ciascuno: non essendo dei professionisti, queste incombenze pesano, a volte in maniera notevole, sul bilancio della fatica delle nostre giornate.

C’è un personaggio nella storia degli sport di endurance che è emblematico. Si chiama Jim Fixx ed era un giornalista americano. Fixx non è diventato famoso per una qualche sua inchiesta, ma per avere scritto il libro “The Complete book of Running” e per essere stato uno dei profeti del jogging nella seconda metà degli anni Settanta; ma anche, purtroppo, per essere deceduto per un attacco di cuore durante uno dei suoi allenamenti.

Fixx, in effetti, era il classico corridore compulsivo, colui che dopo aver condotto una buona fetta della sua esistenza da perfetto sedentario e in costante sovrappeso, con in più il vizio del fumo, ha scoperto la corsa a piedi a 35 anni divenendone però succube, ovvero esagerando oltre ogni misura i carichi di allenamento in rapporto alle sue potenzialità.

Anche se il suo esempio ha permesso di diffondere il «credo» della corsa a piedi e delle attività aerobiche in mezzo mondo purtroppo il suo è stato un approccio sbagliato, perché eccessivo con lo sport.

Approccio di cui Jim Fixx ha pagato, e pesantemente, le conseguenze, divenendo però al contempo un monito per tutti coloro che vanno “oltre misura”, esagerando il proprio coinvolgimento in qualsiasi attività fisica.

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