L’itinerario

Da Lavorgo a Motta
di Gribbio in bicicletta

Da Lavorgo a Motta <br />di Gribbio in bicicletta
Un percorso su due ruote per sperimentare i due volti della Leventina: il fondovalle ricco di storia e le pendici dei monti tra pascoli e prati.

Da Lavorgo a Motta
di Gribbio in bicicletta

Un percorso su due ruote per sperimentare i due volti della Leventina: il fondovalle ricco di storia e le pendici dei monti tra pascoli e prati.

Un percorso affascinante che si svolge su una strada ardita scavata lungo il versante destro della media Leventina. Una salita che si stacca dal rumoroso fondovalle per portarci, dopo aver superato ben ottocento metri di dislivello, nella quiete dei pascoli delle alte quote. L’itinerario che vi proponiamo oggi parte da Lavorgo e conduce alla Motta di Gribbio, toccando anche i villaggi di Nivo e Chironico. Un percorso in cui si sperimentano i due volti della Leventina: quello del fondovalle, ricco di storia e opere di ingegneria, ma rumorosa e a tratti un po’ grigia; e quella alta dei prati, dei boschi, dei pascoli con panorami bellissimi dove i soli «rumori» sono quelli della natura, del vento, del ruscello, del canto degli uccelli.

Da Lavorgo a Motta <br />di Gribbio in bicicletta

Si parte dunque dal bivio per Chironico (600 m) per affrontare una prima parte di strada che si svolge all’interno di un bosco ricco di castagni e di grossi massi, testimonianza di una frana preistorica, staccatasi dall’altro versante della valle e che ha formato un altipiano sul quale si trova oggi Chironico. Ed è proprio una volta giunti all’entrata di questo paese, dopo circa tre chilometri, che sulla destra si stacca la stretta strada che porta verso Gribbio: più o meno altri sette chilometri di salita piuttosto impegnativa, con anche tratti che toccano il 10% di pendenza, ma con un segmento pianeggiante di circa un chilometro che consente di riprendere fiato proprio prima della parte finale.

Da Lavorgo a Motta <br />di Gribbio in bicicletta

Una parte che si sviluppa su alcuni tornanti che terminano all’entrata di Gribbio, un pugno di case caratteristiche con la bella chiesetta di San Rocco proprio all’entrata, chiesa recentemente restaurata che guarda verso la vallata. Gribbio è un villaggio da visitare, un tempo era addirittura abitato tutto l’anno mentre oggi solo d’estate, magari a metà agosto quando per tradizione viene riacceso l’antico forno a legna per la cottura della tradizionale torta di pane. Ma saliamo ancora per scollinare finalmente a Motta di Gribbio (1420 m) e scendere in seguito verso Dalpe, Prato Leventina e Rodi per un circuito ideale che ci riporta, percorse le Gole del Piottino e Faido, dopo circa 40 km al punto di partenza.

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Ovviamente il percorso può essere effettuato anche in senso inverso, essendo altrettanto suggestivo proprio per la presenza delle gole e dei bei villaggi di Prato e Dalpe. Villaggi che meritano anch’essi una sosta per ammirare le loro bellezze: a Prato Leventina ad esempio la bella Chiesa di San Giorgio che sovrasta il villaggio caratterizzata da un campanile in stile romanico.

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Passando da qui il pensiero va anche ad alcuni personaggi illustri legati al luogo: pensiamo ad esempio alla grande sciatrice Michela Figini, originaria di Prato, oppure allo scrittore e poeta Giorgio Orelli che amava trascorrere le vacanze qui così come il celebre fotografo Vincenzo Vicari. Insomma, ancora una volta una ricchezza di storie e testimonianze che fanno di un viaggio in bicicletta nella bella Valle Leventina un salutare rinfresco della memoria riguardo la nostra storia e le nostre più belle tradizioni.

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