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Esplorare il mondo
...correndo in Islanda!

Esplorare il mondo <br />...correndo in Islanda!
Fotografie e ricordi di un paese magico e bellissimo, percorso in lungo e in largo a passo di corsa (©Aaron Rezzonico)

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Fotografie e ricordi di un paese magico e bellissimo, percorso in lungo e in largo a passo di corsa (©Aaron Rezzonico)

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...correndo in Islanda!

Ci sono luoghi che restano nel cuore più di altri e dove ci si sente a casa pur essendo a migliaia di chilometri da quella vera. Questo l’ho scoperto molti anni fa, quando, per la prima volta e dopo uno sconvolgente viaggio in auto dalla Svizzera culminato con quasi tre giorni di traghetto dalla Danimarca, mettevo piede in Islanda. Dopo essermi ripreso dal mal di mare ed aver recuperato il conseguente mal di terra, mi sono scontrato frontalmente con la durissima bellezza di quest’isola sperduta nell’Oceano Atlantico.

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Come una cotta adolescenziale è stata un’esperienza che mi ha segnato profondamente, lasciando un marchio indelebile e una nostalgia della quale soffro tutt’oggi. Il destino ha poi voluto che grazie alla mia professione di pilota di linea e a un contratto con una compagnia aerea locale, riuscissi a viverci ad intermittenza per un certo periodo. Grazie alla mia curiosità ed alla mia passione per l’aria aperta, ogni momento libero lo passavo esplorando angolo dopo angolo e chilometro dopo chilometro quello stupefacente territorio.

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Dopo alcuni mesi, conoscevo posti in cui pochi islandesi erano stati e dai quali sono stato rapito a tal punto da sognarli regolarmente. Mi piaceva poter seguire le strade più polverose e impraticabili per visitare luoghi dai nomi impronunciabili che apparivano in un libro di saghe e leggende locali o dando ascolto a consigli di autoctoni che la sapevano lunga e scoprire sorgenti termali uniche e segrete.

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Trovato il posto adatto abbandonavo la quattro ruote oppure l’aereo da turismo che noleggiavo per spostarmi più velocemente per poi partire a piedi e correre qualche chilometro nella solitudine più profonda. Un territorio grande più di due volte la nostra Patria ma abitato da poco meno di quattrocentomila persone della quale la maggior parte concentrati nella capitale ed in altre due città, non può che lasciare spazio alla Natura, quella vera. Una terra in profondo mutamento, con vulcani attivi, terremoti, ghiacciai enormi, fiumi indomabili, cascate feroci, cime inaccessibili e spazi infiniti nei quali è possibile sentire l’assordante rumore del silenzio.

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Una meteo imprevedibile e che sull’arco di una giornata può dar luogo a ogni fenomeno conosciuto passando dalla neve al sole, dal vento alla nebbia, dalla pioggia violenta ad una bufera di grandine. La corsa a piedi permette di scoprire il territorio e forse ancora di più sé stessi in maniera spontanea, viva e senza compromessi ed ognuno dovrebbe provare queste emozioni una volta nella vita. Emozioni, inutile dirlo, gratuite ma impagabili, semplici ma di una complessità tale da poter cambiare il nostro Io in maniera radicale, dure dal punto di vista fisico ma che donano una leggerezza d’animo che non ha paragoni.

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Erano tempi nemmeno troppo lontani e che ricordo con grande emozione. Ricordi che pur subendo la trasformazione del tempo sono indelebili e mi accompagnano sempre e che ogni giorno risuonano nei meandri della mente e dell’anima, ricordandomi che la felicità è rappresentata da quello che siamo e non da quello che abbiamo. Spesso il mio pensiero indulge su una frase pronunciata dal replicante Roy Batty in «Blade Runner» che in un monologo leggendario dice: «Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi... E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia... È tempo di morire» e vi riconosco l’unicità di ogni istante che viviamo e che non riusciremo a trasmettere a nessuno.

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Usciamo quindi a correre scoprendo cosa siamo veramente e rinsaldando il legame indelebile che ci lega a casa nostra, con la certezza che quanto stiamo vedendo e vivendo è un’esperienza unica che nessuno ci potrà mai togliere ma che, inesorabilmente, sparirà quando la nostra coscienza si addormenterà nel sonno eterno.

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