Tokyo 2020

I giochi paraolimpici
sono alle porte

I giochi paraolimpici <br />sono alle porte
Beat Borsch, atleta lucernese cha ha fatto da portabandiera nelle passate edizioni.

I giochi paraolimpici
sono alle porte

Beat Borsch, atleta lucernese cha ha fatto da portabandiera nelle passate edizioni.

Mancano ormai solo pochi giorni all’inizio dei Giochi Paralimpici che si terranno nella capitale giapponese di Tokio tra martedì 24 agosto e domenica 5 settembre 2021. I numeri di questa edizione, nonostante la pandemia che ne ha impedito lo svolgimento durante il 2020, sono imponenti: saranno presenti oltre 4’000 atleti disabili (2’318 uomini e 1’782 donne) proveniente da 160 paesi, che si sfideranno per ottenere le ambite medaglie olimpiche nelle 22 discipline sportive previste. Numeri importanti che vedranno anche quest‘anno la rappresentanza svizzera presentarsi motivata e combattiva con 20 atleti (13 donne e 7 uomini), per cercare di migliorare le prestazione fatte nel 2016 a Rio dove la delegazione elvetica era ritornata con 5 medaglie. Avevamo sperato fino alla fine di vedere in Giappone anche Silke Pan, atleta del Club ticinese inSuperAbili di cui avevamo anche già scritto su queste pagine, tra le donne pronte a contendersi il podio nella categoria Handbike, ma le scelte e i pochi posti a disposizione non le hanno permesso la realizzazione di questo bel sogno.

I giochi paraolimpici <br />sono alle porte

In attesa di assistere a questo grande spettacolo è interessante magari andare a scoprire quelle che sono le origini delle moderne Paralimpiadi, che risalgono al lontano 1948. In quell’anno nel piccolo villaggio inglese Stoke Mandeville, il neurochirurgo tedesco Ludwig Guttman intende sviluppare un metodo di cura «alternativo» per gli ex soldati gravemente feriti: organizzare gare sportive. Dopo il 1945 erano molti infatti i disabili che erano costretti in sedia rotella a causa di lesioni spinali o amputazioni a seguito delle due guerre mondiali. Con quest’idea il medico non solo rivoluziona il modo di trattare le lesioni spinali, introducendo la fisioterapia, ma intuisce l’importanza dello sport a livello psicologico. Quello che Guttman riesce a organizzare in quei primi anni è straordinario e avrà ripercussioni fino ai giorni nostri. Nel 1948 organizza infatti dei giochi sportivi in contemporanea a quelli olimpici di Londra dello stesso anno, ma riservati ai reduci di guerra disabili. In seguito ai Giochi di Stoke Mandeville del 1952 vengono invitati anche ex soldati olandesi e in totale si arriva a 16 partecipanti. Da lì in poi ogni quattro anni venne riproposta la manifestazione arrivando a svolgerla anche in altre nazioni (Roma 1960, Tokio 1964..). Tali eventi sportivi vennero ufficialmente riconosciuti come «Giochi paralimpici estivi» nel 1984 quando il Comitato Olimpico Internazionale approvò la loro denominazione a posteriori. Che lo spettacolo sportivo abbia inizio!

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