Educazione

Il legame tra sport
e rendimento scolastico

Il legame tra sport <br />e rendimento scolastico
Il parere di Virginia Romeo, giovane atleta numero 1 del ranking svizzero.

Il legame tra sport
e rendimento scolastico

Il parere di Virginia Romeo, giovane atleta numero 1 del ranking svizzero.

Mentre la maggior parte dei genitori crede evidentemente che lo sport abbia un effetto positivo sul benessere e sulla salute dei propri figli, alcuni non sono invece convinti che lo sport possa contribuire a migliorare il rendimento scolastico. Non è insolito che sia i bambini sia i genitori saltino gli allenamenti se a scuola è previsto un test importante o se è necessario prepararsi per una lezione. Uno dei motivi più comuni per l’interruzione dello sport nell’adolescenza è il passaggio dei bambini dalla scuola secondaria al liceo, che comporta un aumento del carico di lavoro e una mancanza di tempo per lo sport..

A Lugano Scherma, crediamo che lo sport abbia un impatto positivo sullo studio, e che stimoli i bambini a eccellere a scuola come poche altre cose. Perché accade questo? Lo abbiamo chiesto a Virginia Romeo, giovane atleta del nostro club. Virginia ha iniziato a praticare scherma all’età di 9 anni. I suoi migliori risultati sono stati il secondo posto ai campionati svizzeri del 2018 e la vittoria alle due prove di qualifica di quest’anno, successi che la hanno consentito la qualificazione mondiale al Cairo. Attualmente è il numero 1 del ranking svizzero.

«Mi vengono in mente almeno quattro motivi fondamentali per cui lo sport, in particolare la scherma per me, mi aiuta a raggiungere il successo nello studio» dice Virginia:
1. So come organizzare il mio tempo in un modo che altri miei coetanei, che non praticano sport, non riescono a fare. La mia giornata è molto serrata e so che devo avere un programma ben chiaro per riuscire a fare tutto. Ciò significa che nel momento in cui faccio i compiti o trascorro del tempo a scuola, sono concentrata sui miei studi. Devo sfruttare al massimo il tempo a mia disposizione e non posso permettermi di sprecarlo.
2. La scherma mi ha insegnato a concentrarmi. In pedana la situazione può cambiare in pochi secondi e devo essere completamente concentrata per vincere, «qui e ora». La concentrazione mi aiuta molto nello studio.
3. Lo sport mi aiuta a gestire le emozioni. Nelle competizioni vivo stati d’animo incredibili dal punto di vista emotivo, e questo aiuta molto a gestire l’ansia durante test o esami. E questa, a sua volta, è la chiave per ottenere buoni risultati.
4. Lo sport mi sprona ad essere ambiziosa. Mi pongo grandi obiettivi e non mi accontento mai di un risultato mediocre, perché voglio e posso aspirare a risultati eccellenti, non li temo.

Il legame tra sport <br />e rendimento scolastico

È diffuso un preconcetto secondo cui gli atleti di alto livello di solito non ottengono grandi risultati nelle discipline scientifiche come chimica, fisica, matematica. Alcuni genitori pensano che i bambini siano divisi in due gruppi: da un lato i bambini «intelligenti», che trascorrono molto tempo sui libri e studiano materie scientifiche, e altri bambini, a cui piace di più giocare con un pallone anziché leggere. Tuttavia, siamo sinceri: se un bambino non trascorre del tempo nello sport, molto probabilmente lo trascorrerà al telefono. Le due ore al giorno che un bambino può dedicare allo sport, le può allo stesso modo trascorrere giocando ai videogiochi, ottenendo di fatto lo stesso risultato, ovvero non studiare. Un bambino che si è preso una pausa «sportiva» è molto più bravo a gestire i suoi impegni di un bambino che «stava riposando» al telefono.

Ecco cosa dice Virginia al riguardo: «Certo, probabilmente non ci sono molti esempi di grandi scienziati che hanno ottenuto risultati notevoli anche nello sport. Tuttavia, ciò non significa che gli atleti non siano molto intelligenti, ma perché ci vuole davvero molto tempo per ottenere risultati di un certo livello nelle materie scientifiche. Allo stesso tempo, conosciamo molte persone di successo che hanno ottenuto risultati elevati nelle loro carriere e business, e che un tempo sono stati atleti di successo. Quanto a me, ho intenzione di entrare al Politecnico, a Losanna o a Milano, e allo stesso tempo continuare a impegnarmi nella carriera sportiva e qualificarmi per i Giochi Olimpici. Quindi almeno potrò smentire questo stereotipo.»

Recentemente, si è parlato molto del fatto che nelle professioni del futuro, nella costruzione di una carriera non saranno così importanti le «hard skills», ovvero conoscenze e abilità, ma le «soft skills», ovvero abilità personali che permetteranno di raggiungere il proprio obiettivo, di non mollare, di essere tenaci, chiari e in grado di lavorare in squadra, di essere quindi dei leader. Sono tutte qualità fondamentali nello sport, e senza le quali i nostri figli non potranno avere buoni risultati.

Ecco cosa dice Virginia: «La qualità che lo sport mi ha sicuramente aiutato a sviluppare è la competitività. Desidero essere la migliore, vincere. Lo sport mi ha insegnato a rispettare l’avversario, ma ad avere fiducia nelle mie capacità, a non aver paura di perdere, ma a rialzarmi dopo aver perso, a provare ancora e ancora. Tutti i miei momenti migliori sono legati alla scherma: le migliori amicizie, i viaggi più belli, le vittorie più belle. Penso che non sarei mai diventata ciò che sono ora, se non avessi fatto sport». Ovviamente l’equilibrio è sempre importante, ma è anche estremamente difficile da conseguire. E questo è il compito dei genitori: anziché abbandonare lo sport o, al contrario, concentrarsi esclusivamente sullo sport, ricerchiamo piuttosto un programma adatto ai nostri figli, parlando con atleti più esperti che hanno costruito le loro carriere, con colleghi o allenatori. Costruiremo così l’equilibrio fondamentale per i nostri atleti.

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