La pratica

Il mio ‘circolo vizioso’
dello sport

Il mio ‘circolo vizioso’ <br />dello sport
«È una giornata particolare perché compio gli anni e sono sessanta»...

Il mio ‘circolo vizioso’
dello sport

«È una giornata particolare perché compio gli anni e sono sessanta»...

Oggi per me è una giornata particolare perché compio gli anni e sono sessanta. Un traguardo importante, si dice in questi casi, anche se dietro c’è una persona che è forse un po’ più saggia e ricca di esperienza ma che per il resto non è molto diversa da come era vent’anni fa...

In questo contributo permettetemi allora di parlare un po’ di me e in particolare del mio rapporto con lo sport nel corso degli anni. Brevemente, ovvio. Così che ognuno possa farsi almeno un’idea di chi sono e quindi di chi «sta dietro» a questa firma della rubrica «Sport per tutti».

Anzitutto, direi dunque questo: pratico sport praticamente da sempre. Da giovane, negli sport di squadra e poi nel triathlon c’è stato soprattutto un approccio competitivo. Poi, con il tempo, lo sport per me è diventato qualcosa di diverso: le tante maratone, l’Ironman delle Hawaii, la possibilità di entrare in quel silenzio in cui ascolti e assecondi il ritmo del cuore e dei pensieri, la fatica che ti sorprende improvvisa e ti si fa compagna a ricordarti chi sei e i tuoi limiti.

Mi è stato attribuito l’appellativo di «filosofo del benessere» per il contenuto di alcuni miei libri. Un nomignolo che mi fa piacere, perché lo trovo giusto e perché rispecchia bene il mio «credo» sportivo di oggi. Sicuramente la pratica sportiva mi ha garantito, sull’arco di parecchi anni, una qualità di vita che difficilmente avrei potuto raggiungere in altro modo.

Dopo aver corso, pedalato o nuotato ci si sente sicuramente diversi da come si era prima di farlo. Ci si sente meglio rispetto a sé stessi e agli altri, più positivi verso il proprio posto in questo mondo

Anche se lo statuto di «esperto» del benessere non mi ha evitato, come a tutti, di vivere nel corso della mia vita dei momenti, diciamo così, più «complicati». Come non me lo eviterà, presumo, anche in avvenire. Ma anche qui devo dire che proprio lo sport – per me soprattutto correre, pedalare e nuotare – mi ha sempre aiutato a superare queste difficoltà, ad uscirne bene.

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Perché la magia sta proprio in questo: che dopo aver corso, pedalato o nuotato ci si sente sicuramente diversi da come si era prima di farlo. Ci si sente meglio rispetto a sé stessi e agli altri, più positivi verso il proprio posto in questo mondo. E allora se prima si stava bene, dopo si starà ancora meglio e se invece c’era magari qualche difficoltà, con una mente più libera in seguito sarà certo più facile trovarvi una soluzione.

Lo sport, quello giusto, è davvero garanzia di qualità di vita, ma ci può a volte anche sostenere in quelle situazioni magari un po’ meno facili

Bisogna davvero provare per crederci. Entrare in questo «circolo virtuoso» della pratica sportiva, finalizzata non tanto alla prestazione, quanto e proprio allo stare bene. Per questo allo sport, che tanto mi ha dato in termini di bei momenti vissuti e che spero di praticare il più a lungo possibile se la salute me lo consentirà, ho dedicato diversi contributi e libri: come gesto di riconoscenza, soprattutto.

Ma anche per condividere con gli altri, portare la mia esperienza per essere di aiuto; far capire che lo sport, quello giusto, è davvero garanzia di qualità di vita, ma ci può a volte anche sostenere in quelle situazioni magari un po’ meno facili.

Consideriamo dunque lo sport come un bell’investimento. Quindi oggi festeggerò il compleanno a modo mio, ovviamente con un piccolo triathlon personale: nuoto, bici e corsa...

Buon sport a tutti!

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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