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tutta la vita

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Fare sport è parte della progettualità personale di tutti (e a tutte le età).

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Fare sport è parte della progettualità personale di tutti (e a tutte le età).

Prendiamo una qualsiasi domenica d’autunno, una di quelle belle giornate ricche di sole e di splendidi colori che la natura ci regala. Magari nelle vicinanze dei nostri laghi, o in qualche valle suggestiva, oppure lungo i piccoli sentieri di montagna. Vi vedremo tanta gente che si muove e fa sport: chi fa jogging o va in bicicletta, oppure chi cammina, sacco in spalla, con l’intenzione di raggiungere qualche capanna alpina. Nello specchio d’acqua ci saranno i vogatori che remano, nei campi di tennis i giocatori che si sfidano, nei centri fitness molta altra gente a fare pesi e ginnastica.

Questo scenario di bella sportività, oggi assai frequente alle nostre latitudini, fino a soltanto una ventina di anni fa non c’era, per lo meno in queste proporzioni: per questo si può tranquillamente parlare, per quel che ci riguarda, di vero e proprio cambio epocale.

Un tempo lo sport era normalmente confinato alla sola competizione. Ci si allenava in vista di una prestazione sportiva e quasi sempre all’interno di club e società. Non aveva senso fare sport così, per puro piacere, oppure per raggiungere un obiettivo personale di miglioramento. Il numero degli sportivi era quindi limitato.

Negli ultimi vent’anni in Svizzera la quantità delle persone che praticano uno sport è però cresciuta in misura esponenziale allargandosi a nuove fasce di utenti: secondo le più recenti statistiche nel nostro Paese tre persone su quattro svolgono con regolarità un’attività sportiva Ufficio federale dello sport, Sport Svizzera 2014.

È aumentato il numero delle donne che praticano sport, oggi ormai in proporzione simile agli uomini. Così come quello degli anziani, sempre più attivi anche ad età avanzata. I motivi che spingono a praticare un’attività sportiva sono i più vari: contatto con la natura, salute, divertimento, piacere di muoversi e staccare dalla quotidianità.

Inoltre si sta affermando il concetto di multidisciplinarità che fa sì che si alternano differenti discipline sportive a dipendenza della stagione e dei periodi, anche per combattere la noia, oltre che per prevenire gli infortuni dovuti alla ripetitività del gesto.

Interessante anche notare che le discipline preferite sono quelle cosiddette “lifetime” prevalentemente di tipo aerobico (escursionismo, ciclismo, corsa, nuoto e sci) e che l’aspetto competitivo passa in secondo piano, soprattutto a partire da una certa età.

Con l’incremento della pratica sportiva degli ultimi 20 anni, anche il concetto di sport si è evoluto e ampliato. Nuovi motivi ed esigenze, nuovi operatori e forme sportive hanno arricchito il concetto di sport rendendolo non solo più vario e multiforme, ma anche meno preciso e definito.

Uno degli aspetti più importanti che si sono constatati è stata la sempre più frequente presa a carico individuale del proprio progetto sportivo. In altre parole, sempre più gente preferisce organizzarsi individualmente, informandosi attraverso letture o altri canali in merito alla propria disciplina praticata.

Ciò è senz’altro buona cosa poiché indica l’assunzione di responsabilità, da parte di sempre più persone, verso la propria salute e il proprio benessere. Tuttavia il fatto di agire da soli senza far capo necessariamente a delle persone esperte può comportare dei rischi, soprattutto quando l’attività sportiva viene svolta ad un certo livello e ponendosi degli obiettivi elevati.

In quel caso la preparazione deve essere molto attenta per evitare che lo sport, da attività benefica e al servizio della salute, si trasformi nel suo opposto, quindi in una pratica rischiosa e in definitiva poco sensata.

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