Lo sguardo

L’insegnamento
del dottor Arcelli

L’insegnamento<br />del dottor Arcelli
Lo sport è salute!

L’insegnamento
del dottor Arcelli

Lo sport è salute!

Ci sono persone che nel corso della loro vita e della loro attività lasciano un segno. Concreto, vero, effettivo. Utile per tutti. Grazie alle loro parole, alle loro intuizioni. Grazie ai loro scritti. A volte non ci pensiamo nemmeno. Ma aspetti che oggi ci sembrano quasi normali, una volta, magari anche solo vent’anni fa, non lo erano. C’è voluto qualcuno che, a un certo punto, ce ne mostrasse la presenza e la necessità.

Il dottor Enrico Arcelli, milanese di nascita ma varesino di adozione, la cui scomparsa risale a quattro anni fa, è una di queste persone. Il segno, lui, l’ha lasciato nel campo dello sport e soprattutto nelle discipline di resistenza. Lo ha fatto in particolare con un libro che è diventato un best seller: si intitola “Correre è bello”. Un titolo in cui c’è già tutto un universo di significati.

Prima di lui lo sport e la corsa erano altro. Si correva soprattutto per competere, per gareggiare. Non esistevano altri significati. Correre solo “perché è bello” non aveva senso. Poi, però, ecco quelle frasi introduttive al suo libro, pensieri folgoranti che hanno permesso a moltissimi di dare un nuovo senso e un diverso significato alla pratica sportiva:

“Quando un individuo sedentario vede passare per la strada un corridore che si sta allenando, stanco e sudato - scrive Arcelli -, o uno che sta facendo una prova podistica e magari è molto in ritardo rispetto ai primi e dimostra chiaramente di fare molta fatica, talvolta lo compatisce e lo considera più o meno un masochista: la frase che dice (o pensa) è di solito: “Poveretto! Ma chi glielo fa fare?”. Per il podista, invece, la corsa è bella. La ragione principale per la quale molti corrono è proprio questa: che a loro piace. A loro piace perché mentre corrono si sentono vivi, sentono che il loro corpo funziona: perché nei periodi in cui corrono avvertono un benessere generale e un’efficienza che prima, quando non facevano attività fisica, neanche sognavano; perché si sentono leggeri, con la mente più sveglia e l’umore più allegro e sereno”.

Sono passati quarant’anni da quando il dottor Arcelli scrisse queste parole. Da allora molte cose sono cambiate. Oggi, chi corre e fa jogging sulla strada non è più guardato come se fosse un “alieno”, ma forse produce l’effetto opposto, ovvero quello di essere un po’ invidiato. La gente ha ormai capito che fare sport e movimento è un “toccasana”, una vera fonte di benessere e piacere. Certo, resta ancora molto da fare sulla via della realizzazione completa del concetto di sport per salute. Anche da noi, dove gli eccessi sono spesso frequenti, con risvolti controproducenti. Non c’è, insomma, ancora una pratica davvero corretta e salutistica, prevalendo approcci sovente rischiosi, a volte estremi.

Ma anche qui ci stiamo avvicinando, piano piano, a una pratica più giusta e sensata. E per questo dobbiamo ringraziare anche il dottor Enrico Arcelli e quel suo “Correre è bello” che ci ha indicato una via e tanto ci ha ispirato in questi anni.

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