La storia

La libertà di vivere
senza limiti

La libertà di vivere <br />senza limiti
Tenacia e voglia di vivere: ecco Guido Severgnini con la sua grande storia di sport (e di vita)!

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Tenacia e voglia di vivere: ecco Guido Severgnini con la sua grande storia di sport (e di vita)!

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E’ una calda mattina estiva, quando incontro Serena, mamma di Guido, un bambino di 12 anni, nato prematuro e affetto da paralisi cerebrale infantile, che si è manifestata in una disabilità motoria agli arti inferiori.
Serena inizia a raccontarmi la storia del suo piccolo guerriero, venuto alla luce a sole 28 settimane di gestazione. Lei e suo marito Achille erano appena arrivati in Sardegna per trascorrere una settimana di relax. Le condizioni di salute della mamma erano perfette, ma evidentemente per Guido era giunto il momento di scoprire il mondo.
Alla nascita Guido era minuscolo, pesava solo 1240 grammi. Dopo i primi 45 giorni della sua vita trascorsi in terapia intensiva presso l’Ospedale di Sassari, a Settembre Guido e la sua famiglia fanno rientro a casa, dove iniziano il ciclo giornaliero di fisioterapie, dapprima a Milano e poi in Israele. Si trattava di un protocollo fisioterapico piuttosto impegnativo (fino a 8 ore al giorno), sotto forma di giochi, massaggi, uso di tappeti, palline e tante stimolazioni sonore, a cui anche sua mamma era chiamata a partecipare. Ed è stato grazie a questa intensa attività che Guido ha ottenuto risultati incredibili!
Solo verso i 5 anni di età, i suoi genitori hanno notato che Guido iniziava ad accusare il peso di questa importante mole di fisioterapia giornaliera e hanno deciso di diminuire le sedute a favore di altre attività ludiche e sportive che gli permettessero di continuare ad allenare i suoi muscoli e allo stesso tempo di coltivare le sue passioni.
Da allora Guido non si è più fermato.
Ha provato l’arrampicata, la vela, lo sci alpino, la scherma e il tennis. I suoi genitori non hanno mai posto limiti ai suoi desideri. Nel 2015, Haki Doku, atleta paralimpico, coinvolge il piccolo Guido, in un record mondiale, percorrendo con la sedia a rotelle manuale 121 km in 12 ore senza soste e senza assistenza. Negli ultimi due giri Guido lo accompagna con il suo deambulatore , entrando anche lui nel Guiness dei Primati!
Guido parla un ottimo inglese e non ha paura di pianificare il suo futuro nel modo più audace possibile: il suo sogno è quello di diventare un ingegnere informatico e l’estate scorsa ha persino partecipato ad un campo tecnologico al MIT di Boston! Sono grandi i sogni di Guido.
In questo momento è impegnato nella scherma paralimpica presso il Club di Lugano Scherma. Sembra molto felice della sua scelta e abbiamo chiesto alla sua mamma cosa ne pensi di questo sport, immaginando che forsedurante gli assalti lui immagini di combattere la sua disabilità. “Non credo- dice Serena - Sinceramente, in tutti i suoi 12 anni, Guido non si è mai lamentato, non ha mai perso il suo bellissimo sorriso e la sua tenacia. È un vero piccolo eroe che non si pone limiti. E’ un ragazzino che sa di poter fare qualsiasi cosa e noi lo abbiamo sempre supportato e continueremo a sostenere questa infinita voglia di provare e di
vivere che è in lui. Il nostro compito principale, in qualità di genitori, è di rendere Guido completamente autonomo, in modo che possa farcela senza di noi, sempre. Ora ha solo 12 anni e ci sembra di aver pienamente raggiunto questo obiettivo. Siamo noi che non possiamo farcela senza di lui, perché ci dona così tanto amore, energia, ispirazione e positività! E tutto ciò deriva anche dal fatto che lui sa benissimo che nulla è impossibile e ogni giorno insegna tutto questo a noi e al suo fratellino Vittorio”.

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