Protocollo RICE per chi si infortuna

Protocollo RICE per chi si infortuna
Occorre sempre attenersi a pratiche collaudate in caso di infortunio, come il protocollo RICE

Protocollo RICE per chi si infortuna

Occorre sempre attenersi a pratiche collaudate in caso di infortunio, come il protocollo RICE

Sono diversi i principi che stanno alla base di ogni allenamento e tutti sono importanti: c’è quello della progressività del carico, quello della varietà, quello della costanza e della programmazione, ecc. Poi ci sono le altre raccomandazioni, sempre utili e necessarie, come quella del buon recupero tra uno sforzo e l’altro o della corretta alimentazione.
Tutte queste raccomandazioni, oltre a permetterci di diventare sempre più performanti e di migliorare l’efficienza del nostro fisico, dovrebbero consentirci anche di evitare quello che a tutti gli effetti è lo spauracchio numero uno di ogni atleta: l’infortunio.
Se ci si infortuna, infatti, l’allenamento deve essere gioco forza interrotto e quindi il programma di miglioramento subisce uno stop. Niente più allenamento, quindi, niente più miglioramento!

Molti atleti “amatori” non accettano l’infortunio e il relativo arresto della preparazione, soprattutto se è lieve e sembra essere passeggero. Quindi, proseguono nel loro programma, nella speranza che il problema rientri da sé.
Questo, evidentemente, non succede o succede davvero raramente e solo in casi fortunati. Piuttosto capita che non potendo effettuare un gesto atletico corretto ci si lesiona anche in altre parti del corpo perché chiamate, quest’ultime, a compensare l’area infortunata.
È ciò che avviene molto spesso con la corsa a piedi, dove gli arti inferiori, molto sollecitati per l’impatto con il terreno, sono soggetti abbastanza facilmente ad infortuni: contratture ai muscoli oppure tendiniti.
Se un tendine si infiamma, ad esempio quello di Achille nella corsa a causa delle scarpe non idonee perché troppo poco protettive, l’allenamento deve necessariamente essere interrotto fino a quando il tendine non sia guarito completamente.
In caso contrario non solo il tendine non guarirà con tutte le conseguenze del caso, ma ci sarà il rischio, appunto, di correre in maniera non corretta andando a sollecitare oltre misura altri muscoli e tendini che potranno a loro volta avere dei seri problemi.
Per questo una buona cosa per ogni atleta è sempre quella di avere delle “carte di riserva” da giocare: ad esempio altre discipline sportive, come la bicicletta oppure il nuoto, quest’ultimo particolarmente indicato in caso di problemi ai tendini per il fatto che non sollecita l’apparato locomotore.
Quando ci si infortuna, con distorsioni o strappi, le lesioni devono essere immediatamente curate seguendo il famoso protocollo RICE che comprende: Riposo, Ghiaccio, Compressione ed Elevazione.
Ecco, brevemente, in cosa consistono:

Riposo

Va inteso come interruzione di ogni attività, per evitare ulteriori danni ai tessuti e sanguinamenti e permette alle fibre danneggiate di iniziare a riallinearsi prima che vengano provocati ulteriori danni.

Ghiaccio

Deve essere applicato direttamente sull’area lesionata, avvolto in un panno bagnato (mai direttamente a contatto con la pelle), per raffreddarla, ridurre l’afflusso di sangue e, di conseguenza, l’infiammazione.

Compressione

Va esercitata sull’area lesionata il prima possibile per ridurre il sanguinamento delle fibre lese, poiché la compressione dei vasi sanguigni arresta il sanguinamento.

Elevazione

Consiste nel portare e mantenere l’area lesionata più in alto del busto. Ogni arto lesionato deve essere sollevato per sgonfiare l’area danneggiata.

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