Il consiglio

Quando
è meglio rallentare

Quando <br />è meglio rallentare
Ogni tanto occorre sapersi fermare per ripartire più forti

Quando
è meglio rallentare

Ogni tanto occorre sapersi fermare per ripartire più forti

Uno degli aspetti più gratificanti per chi corre è vedere come il proprio fisico migliora e diventa sempre più efficace con l’allenamento. Soprattutto all’inizio i progressi sono molto evidenti: a volte bastano due-tre mesi per passare dal poco o nulla, alla capacità di correre, in certi casi, anche per un’ora e oltre. È il bello degli sport di resistenza, dove lo sforzo e l’impegno vengono sempre ripagati. “Il corpo non ti tradisce mai”, è stato scritto e la cosa non è evidente. Soprattutto, se ben guardiamo, perché questo fatto non succede sempre nella vita e in altre situazioni.

Quello di vedere concretamente i nostri miglioramenti e l’impegno ripagato, è uno dei motori che ci spinge a continuare e che ci dà grande soddisfazione. Il che è del tutto giustificato e comprensibile.

Il rischio, in questi casi, è però quello di lasciarsi prendere da troppa euforia e magari di esagerare un po’. Non rendendosi conto che i miglioramenti, all’inizio molto evidenti, con il passare del tempo diventano sempre più difficili da conquistare. Il nostro fisico, in altre parole, una volta raggiunto un certo grado di performance, migliora meno velocemente.

Addirittura si arriva a un punto che per ritoccare anche solo di pochi secondi un personale sui 10 chilometri occorre impostare un programma di allenamento molto esigente e lungo settimane, per non dire mesi. Lo sanno bene gli atleti di punta che lavorano proprio in questa prospettiva considerando ogni dettaglio.

Per chi non è un atleta d’élite e corre come amatore è importante prendere coscienza di questo fatto. Perché altrimenti succede che si tende ad esagerare, andando oltre le proprie possibilità. Presi dalla volontà di volersi migliorare ulteriormente si sottopone il fisico ad uno sforzo eccessivo che alla fine risulta controproducente perché porta a degli infortuni oppure all’overtraining (sindrome da sovrallenamento).

Per evitare questo pericolo occorre essere realisti e considerare la propria situazione con calma e oggettività. Magari confrontandosi con qualcuno di più esperto. Posso permettermi certi allenamenti senza il rischio di infortunarmi? Ma soprattutto: ha senso per me affrontare degli sforzi così eccessivi?

Forse da questa riflessione si arriva a capire che in definitiva si è già raggiunto un ottimo livello e che importante è anche godere il momento in cui si corre. Magari lasciando a casa per una volta il cronometro. Per chi invece desidera comunque migliorare, si capirà che d’ora in avanti i tempi saranno molto più lunghi e i miglioramenti molto meno marcati. In una parola ci vorrà molta più pazienza, si dovrà impostare un piano di allenamento più articolato ed efficace, ma soprattutto si dovrà evitare di incorrere in infortuni, perché saranno questi il pericolo numero uno con cui confrontarsi.

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