L’itinerario

Sui Monti di Ronco,
gita con vista lago

Sui Monti di Ronco,<br />gita con vista lago
La salita è impegnativa, ma la vista ripaga della fatica fatta.

Sui Monti di Ronco,
gita con vista lago

La salita è impegnativa, ma la vista ripaga della fatica fatta.

Una regione dai forti e sorprendenti contrasti e che si annuncia con una luminosità tutta sua: giungendo nei pressi del lago, la prima cosa che colpisce è infatti senz’altro la luce che si irradia generosa dal cielo. La solare ampiezza del paesaggio ha un fascino irresistibile e non è difficile capire perché questi luoghi vengono presi d’assalto nella bella stagione da turisti provenienti da ogni dove, attirando pure gli sportivi che amano scoprire la regione a piedi o in bicicletta.
Costeggiando la riva destra, oltre il fiume Maggia si rimane colpiti dalla verticalità delle montagne che sembrano precipitare nel lago. Eppure, su questi pendii è abbondante l’edificazione di prestigio: grandi case con vista imprendibile, giardini che esplodono di colori e profumi, siepi e muri di sostegno imponenti.
Per i ciclisti della zona le salite che si staccano dal lago acquistano un interesse particolare, direi quasi di sfida perché sono sicuramente intriganti in quanto a impegno e dislivelli: infatti partono dalla riva del lago e si alzano repentinamente portando a qualche paesino o casolare, lassù oltre i mille metri di quota...
Una di queste conduce ai Monti di Ronco (1103 m) e prende avvio dalla località di Losone. È un’ascesa la cui parte iniziale, fino al paese di Arcegno (387 m), si svolge all’interno di una zona boschiva, con la carreggiata adornata da piccole cappelle, dove si ode il brontolio del fiume come sottofondo e si constata la presenza di qualche grotto ombroso. Da Arcegno, oltre la curva nei pressi della chiesa, la strada spiana per quasi un chilometro e mezzo. Già lungo questo tratto, verso la fine, si può ammirare lo straordinario spettacolo che farà da fil rouge a tutta l’ascesa, ovvero le splendide viste sul lago sinuoso, il delta della Maggia, il Gambarogno e le Isole di Brissago che spuntano in basso come due cespugli emergenti dall’acqua. È anche il momento di prendere fiato perché una volta giunti alla frazione di Gruppaldo, all’altezza della fermata del bus, sulla destra si presenta l’inizio della seconda parte della salita: una rampa molto secca al 13-14% che preannuncia le difficoltà dei successivi sei chilometri. Da qui in poi è infatti unicamente e soltanto salita dura, dove è necessario avere rapporti leggeri e una buona gamba, con la strada che si inerpica senza pause e il solo grande panorama a fare da consolazione, offrendosi di tanto in tanto nei punti in cui il bosco si dirada.
La strada termina a un grande cancello a 1103 m di altitudine nei pressi di un punto d’atterraggio dell’elicottero. Da qui è però possibile continuare su una strada forestale per un altro chilometro e mezzo. Un tratto aggiuntivo che consigliamo caldamente perché si svolge allo scoperto e in cui la magnificenza del paesaggio tocca le sue punte massime, con il verde della montagna a far da contrasto ai riflessi argentati del lago che digradano progressivamente, per dissolversi in un unico bagliore lontano.

Consigli tecnici

La salita, come detto, a partire da Gruppaldo presenta un tratto molto impegnativo, con pendenze significative per almeno sei chilometri.
È quindi opportuno affrontare questa ascesa con una preparazione idonea.

Dati

Regione: Locarnese e Valli
Partenza: Losone, 239 m
Arrivo: Camana (cancello), 1103 m
Dislivello: 864 m
Lunghezza: 10 km
Pendenza media: 8,6%
Pendenza massima: 18%

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