Riflessioni

Turismo sulle due ruote
a chilometro zero

Turismo sulle due ruote<br />a chilometro zero
Il ciclismo come mezzo per aiutare la ripresa del turismo e non solo

Turismo sulle due ruote
a chilometro zero

Il ciclismo come mezzo per aiutare la ripresa del turismo e non solo

Il Ticino è terra di ciclismo, non fosse altro che per il territorio assolutamente ideale per essere percorso e scoperto, appunto, in sella a una bicicletta.
In questi momenti in cui l’emergenza legata alla pandemia del coronavirus si sta fortunatamente attenuando, la bicicletta torna ad essere un interessante mezzo di svago, di esercizio fisico e – perché no? - di scoperta del territorio.
A patto, ovviamente, che se ne faccia un uso sempre consapevole e coerente con il momento, su questo ci teniamo ad essere puntuali. Quindi: nessun rischio inutile, preferibilmente un uso individuale, evitando di creare dei gruppi e mantenendo sempre e scrupolosamente le distanze sociali anche se ci si trova all’aperto.
Fatto ciò, ci si può rimettere in sella per percorrere i tanti itinerari che offre il nostro cantone, che oltre a godere di un clima favorevole, regala una varietà paesaggistica semplicemente straordinaria e probabilmente unica. Su circa cento chilometri si passa dai duecento ai tremila metri, dalle zone lacustri a quelle tipicamente alpine, dalle dolci rive dei laghi ai panorami sublimi dei passi.

Non solo: ogni regione si caratterizza per degli aspetti culturali e paesaggistici che gli sono propri, offrendo dei gioielli sia naturalistici che storici e culturali di rilievo, così che una vacanza in qualsiasi regione del cantone non è solo ozio e divertimento, ma anche arricchimento culturale e continua fonte di meraviglia e sorpresa!
Vacanza, appunto! Un termine che ricorre in questi periodi in un’ottica di ripresa economica, dopo l’emergenza coronavirus e dove il settore turistico punta soprattutto sul mercato indigeno. In questa prospettiva, la bicicletta potrebbe rappresentare un segmento molto interessante dove le proposte sono davvero parecchie e tutte allettanti.
E allora se giocassimo anche la carta del cicloturismo a “chilometro zero” come vettore per un rilancio del turismo in Ticino? Sicuramente le condizioni ci sono, a patto che ci siano almeno un paio di premesse. La prima è che da parte dei ciclisti vi sia la disponibilità a fermarsi, lungo l’itinerario o in cima alla salita appena raggiunta, per gustare qualcosa, qualora vi fosse un ristorante o un ritrovo.
Lo si dovrebbe fare proprio spontaneamente e consapevoli di poter dare una mano all’economia e alla ristorazione. In questo senso, anche se si è abituati a portare con sé una borraccia e del cibo varrebbe la pena fermarsi per assaggiare qualche specialità del posto e che ad esempio offrono tanti locali delle nostre valli, oppure i famosi grotti dove durante le calde giornate estive è un piacere sostare.
Dall’altra l’accoglienza dei gestori dovrebbe adattarsi a questa clientela, magari prevedendo dei piatti proprio su misura per sportivi e offrendo dei menu interessanti anche dal punto di vista dei prezzi, oltre naturalmente ad una calda e sincera accoglienza sempre fondamentale in queste circostanze.
In questo momento particolare, ma soprattutto nei prossimi mesi estivi una cosa sembra essere davvero importante: l’aiuto reciproco, dove la solidarietà non può mancare. Anche in bicicletta e in generale nello sport all’aperto.

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