Alle Olimpiadi? Sì, ma senza smartphone

Il caso

Per contrastare lo spionaggio cinese, diverse federazioni inviteranno i propri atleti a rinunciare a telefonini e pc personali - Dispositivi usa e getta e SIM locali sono ritenuti più sicuri - Anche Swiss Olympic non trascura il tema e lavora a una strategia - «Adottare delle precauzioni è doveroso: Pechino filtra pesantemente la rete ed è interessato a tutto» spiega Paolo Attivissimo

Alle Olimpiadi? Sì, ma senza smartphone
Le Olimpiadi di Pechino sono in programma dal 4 al 20 febbraio. © Reuters/Tingshu Wang

Alle Olimpiadi? Sì, ma senza smartphone

Le Olimpiadi di Pechino sono in programma dal 4 al 20 febbraio. © Reuters/Tingshu Wang

La pandemia continua a inquietare la Cina. E, soprattutto, le migliaia di atleti che fra poche settimane cercheranno la gloria alle Olimpiadi. Il rischio di contagiarsi a un passo dalla gara della vita non può essere escluso. Così come quello di finire in quarantena in un angusto hotel governativo. Pechino e panico. Con tanti cari saluti al concetto di «serenità sportiva». Quello del coronavirus, tuttavia, non è il solo spauracchio che angustia le organizzazioni nazionali chiamate a gestire l’evento. L’invadenza delle autorità locali, infatti, potrebbe non interessare la solo sfera sanitaria, a suon di tamponi giornalieri. Oddio, non si tratta di svelare un segreto di Stato. Ma la spiccata predisposizione cinese allo spionaggio non vuole essere presa alla leggera. Quantomeno non da alcune federazioni....

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