Ammirati: «Sogno il quattro senza ai Mondiali di Bled»

Canottaggio

Il luganese, che studia fisica al Politecnico di Zurigo, si racconta e presenta gli obiettivi della nuova stagione

Ammirati: «Sogno il quattro senza ai Mondiali di Bled»
Filippo Ammirati, canottiere di punta della CC Lugano.

Ammirati: «Sogno il quattro senza ai Mondiali di Bled»

Filippo Ammirati, canottiere di punta della CC Lugano.

Domenica, la palestra del Liceo di Locarno ospiterà l’edizione 2020 dei Campionati ticinesi indoors che vedono al via 150 atleti rappresentanti le cinque società cantonali. Tra i partecipanti Filippo Ammirati che difenderà i colori del CC Lugano. Lo abbiamo intervistato.

Filippo, sappiamo che stai frequentando il primo anno di fisica al Politecnico di Zurigo. Come ti trovi?

«Molto bene. È una bellissima città. Studio in una facoltà che mi piace e ho un ottimo gruppo di amici. Non ho proprio fatto fatica ad ambientarmi in questa nuova realtà».

Qual è la tua settimana tipo?

«Tutte le mie giornate si dividono fra lezioni, uno o due allenamenti in palestra e studio. Nei buchi riesco ad inserire pranzi e serate in compagnia degli amici».

I primi test sull’ergometro sono andati molto bene: 6’05”, il secondo tempo in assoluto negli U23, preceduto solo dallo zurighese Tim Roth. Lo stesso dicasi per il 2. test sulla lunga distanza di Mulhouse. Tutto bene anche dal profilo sportivo, quindi?

«Ho un po’ faticato inizialmente a organizzare gli allenamenti a inizio semestre. Questo per il fatto che i club di canottaggio non sono vicini al mio appartamento, né alla scuola. Ma da quando ho capito come gestirmi al meglio ho iniziato ad ottenere buone soddisfazioni anche dal profilo sportivo».

Studi a Zurigo ma non ti sei accasato presso nessuno dei sei club sulla Limmat. Come mai?

«Ho provato a allenarmi con un club zurighese, ma come detto prima dal punto di vista organizzativo era abbastanza scomodo. Inoltre il club da cui ho provato, aveva una metodologia di allenamenti un po’ diversa da quella che seguo io. Non mi trovavo a mio agio, anzi, facevo fatica a rendere al meglio seguendo il loro tipo di allenamento. Infatti i primi test di ottobre non erano andati benissimo. Dopo aver vagliato tutte le ipotesi, ho capito che l’ideale per me è fare palestra vicino a casa in settimana e nel weekend tornare a Lugano o andare a Sarnen con la nazionale a remare. Così sono riuscito a ottenere buoni risultati».

Con che scadenze devi recarti a Sarnen per i raduni federali?

«Sono iniziati in febbraio e, solitamente, hanno scadenze quindicinali. Comprendono uscite in barca, soprattutto in due senza, ergometro e pesi».

Com’è l’ambiente in seno alla squadra nazionale?

«L’ambiente è molto piacevole. E soprattutto ora che è un po’ di tempo che sono nel giro mi trovo sempre meglio. Oltretutto il tedesco imparato fra il militare e il Politecnico aiuta molto a integrarsi, anche per il fatto che nella squadra maschile U23 sono l’unico atleta che non è svizzero tedesco».

Il quadro della squadra nazionale si è allargato rispetto agli anni precedenti. Questo significa più concorrenza e allenamenti più intensivi?

«Gli allenamenti sono sempre gli stessi, e indipendente dal numero di atleti nel quadro la concorrenza è sempre molto elevata. Quindi l’importante è dare sempre il massimo indipendentemente dagli altri atleti presenti».

Il 2020 dovrebbe rappresentare il vero salto di qualità a livello internazionale: Mondiali a Bled e Europei a Duisburg. Su quale barca ti piacerebbe cimentarti e con quali atleti ti piacerebbe condividere la stagione?

«L’obiettivo minimo è entrare nella squadra di punta per le gare di quest’estate. Penso che sarei molto soddisfatto se riuscissi a guadagnarmi un posto nel quattro senza. L’obiettivo principale è invece la partecipazione al Mondiale di categoria. Per quanto riguarda gli atleti non ho preferenza alcuna, purché abbiano la mia stessa motivazione».

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